7 - Il Manager Mentor
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In questa puntata parliamo di manager mentor. Partiamo da una domanda che emerge spesso nei programmi di mentoring interno. Come può una persona sentirsi al sicuro, e parlare con autenticità, se il mentor è il suo diretto superiore o qualcuno con potere contrattuale e valutativo?Riprendiamo il tema della sicurezza psicologica come prerequisito della relazione di apprendimento. Se manca, la persona tende a trattenersi, compiacere o “recitare”. E senza apertura non c’è apprendimento.Approfondiamo poi una differenza culturale che crea confusione. In alcuni contesti statunitensi il mentoring assume la forma sponsor–protégé ed è orientato alla carriera e al successo. Nel modello europeo, invece, il centro è la crescita e lo sviluppo della persona, con riservatezza, confidenzialità e confini chiari. Spieghiamo perché questi due approcci non sono sovrapponibili, e quali rischi si attivano quando vengono importati senza adattamento.Entriamo quindi in ciò che rende un programma di mentoring interno sostenibile. Progettazione collegata agli obiettivi dell’organizzazione. Formazione di mentor e mentee. Criteri di matching e distanza adeguata tra i ruoli. Monitoraggio e indicatori per capire se il percorso sta funzionando. E un tema spesso trascurato: il contracting e la gestione delle aspettative, perché le aspettative non chiarite diventano delusioni e rotture.Chiudiamo con un messaggio pratico per chi lavora in hr e per chi guida un’azienda. Il mentoring non si improvvisa. Può creare valore reale, ma può anche produrre danni relazionali se viene progettato e condotto senza competenze e senza un set di strumenti di coaching adeguato.
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