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  • SETTANTAxOTTANTA: 1967. Fiorucci libera la moda, che diventa pop, come gli angioletti del suo logo che hanno un buon motivo per puntare gli occhi al cielo
    Apr 28 2026

    Elio Fiorucci (1935-2015) è stato il primo stilista italiano a liberare, a partire dalla fine degli anni 60, la moda dall’atmosfera tradizionalista e un po’ ingessata della haute couture dell’epoca e a farne qualcosa di pop. Di fatto, l'ha democratizzata, aprendola a tutte le istanze culturali provenienti dalla strada.

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    8 mins
  • SETTANTAxOTTANTA: 1961. A Carosello arriva Unca Dunca, l’indiano pigro ed impacciato che risolveva tutto con Riello, raccontando l’Italia che cambiava col boom
    Apr 26 2026

    C’era un tempo in cui bastava un Augh! per raccontare un Paese che cambiava. E quel tempo, per milioni di italiani, aveva un nome preciso: Carosello.Tra i personaggi più iconici di quella stagione irripetibile della comunicazione televisiva, spicca senza dubbio Unca Dunca, l’indiano “al contrario” ideato dal genio creativo di Bruno Bozzetto (1938) per promuovere i prodotti della Riello.

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    4 mins
  • SETTANTAxOTTANTA: 1973. Cochi e Renato “fanno cantar tutta la gente” con la Canzone intelligente e le altre. Ma chi era lo sciocco in blu?
    Apr 21 2026

    All’inizio degli anni 70 Cochi e Renato con il loro stile semplice e poetico e la collaborazione di Enzo Jannacci (1935-2013) inaugurano un tipo di canzoni fatto di satira, nonsense e motivi orecchiabili. Brani che portano la coppia al successo, grazie anche alla partecipazione a trasmissioni televisive come Il poeta e il contadino e Canzonissima. Nel 1973 tutti gli italiani cantano “lo sciocco in blu” e si chiedono chi sia…

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    9 mins
  • SETTANTAxOTTANTA: 1983. Le Sorpresine del Mulino Bianco nelle merendine. Da divertenti passatempi a oggetti di culto, scolpite nella memoria di una generazione
    Apr 17 2026

    Per chi è stato bambino negli anni 80 é praticamente impossibile non averci giocato. Tante e tali sono state le Sorpresine che si trovavano come gadget nelle merendine del Mulino Bianco, che ancora oggi nel vederle si apre qualche cassetto della memoria, o meglio…. qualche scatolina!Ritroviamole, assieme alla loro storia.

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    8 mins
  • SETTANTAxOTTANTA: 1970. 25 or 6 to 4 dei Chicago. Il mistero del titolo dello splendido pezzo scritto da Robert Lamm
    Apr 15 2026

    “25 or 6 to 4” è uno dei brani più iconici dei Chicago, scritto da Robert Lamm, tra i fondatori della band. La canzone viene registrata nell’agosto del 1969 per il loro secondo album e pubblicata come singolo nel 1970, con Peter Cetera alla voce solista.

    Ma ciò che rende questo pezzo davvero interessante è la sua origine. Lamm racconta di averlo composto in una notte, su una chitarra a dodici corde… che in realtà ne aveva solo dieci. Mancavano le due corde basse. Il testo, invece, lo scrisse tutto in un giorno. Il titolo, “25 or 6 to 4”, indica proprio l’ora: sono le tre e trentacinque, o le tre e trentaquattro del mattino. È il momento in cui l’autore sta cercando di scrivere una canzone, combattendo con l’insonnia e l’ispirazione.

    Nel tempo, però, quel titolo così particolare ha generato interpretazioni di ogni tipo: c’è chi ha pensato a riferimenti a sostanze stupefacenti o a codici nascosti. In realtà, è tutto molto più semplice e, se vogliamo, anche più poetico.

    Dal punto di vista musicale, il brano è costruito attorno a un riff di chitarra diventato leggendario, suonato da Terry Kath con l’uso del wah-wah. Un riff potente, discendente, che molti hanno paragonato ad altre progressioni celebri del rock, fino ad arrivare, anni dopo, a influenzare persino band come i Green Day.

    La registrazione originale ha anche una storia curiosa: Peter Cetera incise la voce mentre aveva ancora la mascella bloccata, dopo un incidente durante una partita di baseball. Nonostante tutto, il risultato fu straordinario.

    Quando uscì come singolo nel 1970, il brano raggiunse la top five negli Stati Uniti e la top ten nel Regno Unito, diventando uno dei più grandi successi dei Chicago. Nel tempo è stato inserito in numerose raccolte ed è considerato uno dei loro pezzi più rappresentativi.

    Non sono mancati nemmeno episodi controversi: negli anni ’70 la canzone fu vietata a Singapore per presunti riferimenti alla droga, divieto poi revocato solo nel 1993.

    Nel 1986 i Chicago ne realizzarono una nuova versione, più aggiornata nel suono, con Jason Scheff alla voce. Anche se meno fortunata in classifica, contribuì a mantenere vivo il brano nel repertorio della band.

    E ancora oggi, “25 or 6 to 4” resta un punto fermo nei concerti dei Chicago e uno dei simboli più riconoscibili del loro stile. Una canzone nata nel cuore della notte… ma destinata a restare accesa per sempre.

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  • SETTANTAxOTTANTA: 1954. Grazie al transistor gli apparecchi radio diventano tascabili
    Jan 29 2024

    La prima immagine che viene in mente pensando alle radioline a transistor, è quella del marito all’ascolto delle partite di calcio, durante la passeggiata della domenica pomeriggio. Accanto alla moglie annoiata.

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  • SETTANTAxOTTANTA: 1960 l’Italia fa la conoscenza di Andy Capp, l’ubriacone perdigiorno inglese sposato con Flo
    Jan 24 2024

    Il 5 agosto 1957 sul Daily Mirror, popolare quotidiano inglese, esordisce quello che diverrà il disoccupato cronico e convinto più famoso al mondo: Andy Capp.

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    6 mins
  • SETTANTAxOTTANTA: 1968. Le Sturmtruppen invadono le edicole. E’ il primo fumetto dove anziché protagonisti stabili ci sono anonimi soldati
    Jan 22 2024

    Tecnicamente “truppe d’assalto”. Ma nell’accezione dell’autore anche “della tempesta” o, più plausibilmente, “nella tempesta“, essendo collocate al fronte durante la II Guerra Mondiale.Le Sturmtruppen sono le prime geniali strisce italiane.

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    9 mins