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  • È un mondo piccolo - In pratica #9
    Jul 1 2025

    La globalizzazione ha reso il mondo più piccolo. Il telefono che avete in tasca ne è un buon esempio: disegnato negli Stati Uniti o in Corea, assemblato in Cina con componenti fabbricate con materie prime da tutto il mondo, al suo interno app sviluppate chissà dove. Un lungo giro per arrivare fin qui ed essere usato per un selfie o, perché no, per ascoltare un podcast che parla di formazione continua…

    Con le merci si sono spostate sempre di più anche le persone: chi spinto dalle opportunità, chi costretto dalle necessità, rendendo sempre più multiculturale la nostra società. La situazione è evidente soprattutto in contesti di socializzazione secondaria come la scuola. Se in passato in Svizzera si parlava di secondos e anni dopo di immigrazione dai Balcani, oggi si è ampliata notevolmente l’origine degli allievi, che ormai provengono dai quattro angoli del globo.

    Culture d'origine tanto diverse confrontano i docenti con nuove esigenze e prospettive e si prestano come occasione per immaginare nuove attività didattiche, ma non solo. Riflettere sulle diversità culturali, può fornire spunti per affinare l’approccio alle individualità di una classe, valorizzando le peculiarità di ogni suo singolo membro.

    In quest’ultima puntata di “In pratica” vi portiamo in giro per il mondo insieme a:

    Lorenza Rusconi-Kyburz: docente-ricercatrice al Dipartimento formazione e apprendimento / Alta scuola pedagogica SUPSI e responsabile del CAS Interculturalità e plurilinguismo nella scuola

    Alessia Masnari e Giulia Ferdani: docenti titolari presso le Scuole elementari di Molino Nuovo.

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    25 mins
  • Il valore di un sorriso - In pratica #8
    Jun 24 2025

    Quanto può far bene un sorriso? Nella vita di tutti i giorni già aiuta, pensate al suo valore all’interno delle mura di un ospedale, dove capita che la sofferenza fisica ed emotiva si intrecci con il tempo che rallenta o sembra non passare mai. Luoghi in cui la socialità indossa camici bianchi. Ora provate a immaginare come un bambino possa vivere tutto questo e, a seconda dell’età, essere consapevole di quello che gli sta capitando.

    In una simile situazione, una pausa di colore e leggerezza assume un grande valore, come una parentesi in cui l’attenzione si sposta sulla sorpresa, sulla fantasia e sull’incanto, non più sulla malattia e sul dolore. Quanto può dunque valere un sorriso? Anche per chi vede gli occhi del proprio figlio illuminarsi di un sincero stupore, quando dal corridoio non arriva, o non arriva solo, un medico o un infermiere, ma un Dottor Sogni, con il suo buffo e colorato travestimento.

    In Svizzera la Fondazione Theodora si occupa di formare artisti professionisti per diventare dottori e dottoresse Sogni, per poi organizzare visite settimanali negli ospedali e negli istituti per bambini con disabilità.

    Al microfono oggi abbiamo una di loro: la Dottoressa Principessa Wilma, al secolo Brita Kleindienst, attrice e regista.

    Con lei, Daniel Bausch, responsabile della Formazione continua all’Accademia Teatro Dimitri.

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    26 mins
  • Ci vuole energia - In pratica #7
    Jun 17 2025

    Complice la situazione geopolitica internazionale, negli ultimi anni ci siamo un po’ tutti interessati alle questioni energetiche, appurando che capirci qualcosa non era sempre evidente. Certo è che il tema dell’approvvigionamento, dell’autoproduzione e della sostenibilità si sono fatti più familiari e molti proprietari di immobili, dal piccolo proprietario ai grandi gruppi immobiliari, sicuramente si sono posti la domanda se valesse la pena perlomeno interessarsi alla posa di qualche pannello fotovoltaico sul proprio tetto.

    L’iniziativa privata è uno dei tasselli che compongono un mosaico più ampio, in cui gli enti locali giocano un doppio ruolo. Quello di primi consulenti per chi è interessato a sfruttare nuovi vettori energetici, beneficiare di incentivi e favorire delle buone pratiche; ma anche quello di promotori e committenti di opere infrastrutturali e iniziative nei quartieri, all’interno dei propri confini e a livello regionale nella collaborazione intercomunale.

    In Ticino non mancano esempi virtuosi sia di progetti che di comuni che si spendono nel fornire informazioni in materia energetica alla propria cittadinanza.

    Oggi vi porteremo due esempi, interrogandoci anche sul contributo che può dare il mondo della formazione e della ricerca nella transizione energetica.

    Lo facciamo con:

    Viola Ferdani: responsabile dell’Ufficio energia e sostenibilità del Comune di Stabio

    Gabriele Martinenghi: capo Settore Ambiente e clima della Città di Mendrisio

    Marco Belliardi: ricercatore per il Settore Energia e Territorio dell’Istituto sostenibilità applicata all’ambiente costruito della SUPSI.

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    20 mins
  • Come ti riorganizzo l’azienda - In pratica #5
    Jun 3 2025

    Il periodo segnato dall’incertezza sta spingendo molte aziende a rivedere le proprie strutture, a profitto di modelli più agili, flessibili, antifragili. In una parola: adattivi. In questa puntata di Augmenta.Podcast, scopriremo l’esempio delle AIL.

    Dazi introdotti e poi ritirati. Borse che crollano. Contesti turbolenti e convulsi. E ci limitiamo alla cronaca delle ultime settimane. Chi avrebbe potuto prevedere che gli anni ’20 del secondo millennio si sarebbero rivelati tanto frizzantini, per usare un amaro e ironico eufemismo.

    I battiti d’ali della famosa farfalla sembrano diventati sempre più frequenti, quasi nevrotici, indirizzando il corso degli eventi lungo un percorso accidentato, fatto di tornanti, repentini cambi di direzione, buche e dossi.

    In un simile quadro più di un’azienda si interroga non solo su come uscire indenne dal mare in tempesta, ma anche e soprattutto come tentare di evolvere in risposta al cambiamento.

    Si questionano il funzionamento e i metodi delle organizzazioni per così dire tradizionali, che nel loro essere rigide, in passato, traevano forza, come i frangiflutti che proteggono i porti dalle mareggiate. Un modello che oggi sente il peso del tempo e che sta venendo superato da sistemi più flessibili, agili e rispondenti agli imprevisti e perché no capaci anche di anticiparli. Le organizzazioni si fanno adattive sfruttando le tecnologie sul mercato, fra tutte l’intelligenza artificiale.

    Ne parliamo con:

    Michela Manini: digital transformation enabler e docente SUPSI

    Michael Nyffeler: project manager nel team innovazione delle Aziende industriali di Lugano (AIL)

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    24 mins
  • Per gli amici BIM - In pratica #4
    May 27 2025

    Building Information Modeling, BIM. Una sigla che non sarà famigliare a chi non è avvezzo al mondo della progettazione e delle costruzioni, per cui invece rappresenta non solo il futuro ma un concreto presente.

    Immaginate di avere un modello in tre dimensioni di una costruzione, non solo navigabile ma che contenga tutte le informazioni necessarie per le varie fasi di vita di questo edificio, manufatto, infrastruttura. Quello che vedrete non è il BIM di per sé, ma il risultato di un processo che ottimizza la pianificazione, la realizzazione e la gestione di costruzioni.

    Per spiegarla meglio: il BIM è quella metodologia collaborativa che permette a tutte le figure professionali che ruotano attorno alla realizzazione di un’opera di condividere le proprie informazioni con gli altri professionisti, grazie all’ausilio di specifici software. Si potrebbe paragonare a una sinfonia suonata da un’orchestra. Il risultato dell’interpretazione di ogni musicista, lungo il dipanarsi di uno spartito. Battuta dopo battuta.

    A fronte della sempre più crescente popolarità, emergono nuove figure come il BIM manager e il BIM coordinator, chiamati a mettere ordine nella moltitudine di informazioni e dati che convergono verso il modello 3D.

    Ne parliamo con:

    Daniel Caruso: ha alle spalle una lunga esperienza come progettista e BIM Specialist in importanti studi di ingegneria come PINI e AFRY. Oggi lavora come BIM coordinato e BIM designer per la città di Zurigo, che si è data come obiettivo di digitalizzare tutti i suoi cantieri.

    Stefano Colangelo: BIM manager coordinator presso IM Maggia Engineering, azienda che si sta occupando di grossi progetti sul suolo ticinese come la nuova centrale idroelettrica del RITOM e il progetto dell’innalzamento della diga del sambuco.

    Davide Tamborini: docente-ricercatore Istituto sostenibilità applicata all'ambiente costruito SUPSI, di cui è Responsabile Area Formazione Continua ISAAC e BIM.

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    20 mins
  • Raccontami la tua storia - In pratica #3
    May 20 2025

    Spesso la narrazione che facciamo della nostra vita e delle nostre relazioni ha un impatto negativo su di esse. Il counseling aiuta a ritessere la trama di una storia sfilacciata. Ne parliamo in questa nuova puntata di Augmenta.Podcast.

    L’essere umano ha il grande dono di creare storie per trovare un senso in quello che fa; un modo per ordinare una serie di eventi che accadono e dargli un significato. La narrazione però può essere influenzata da stati d’animo, da contingenze e risultare non solo sfilacciata, ma anche nociva sia per l’individuo che per il suo intorno sociale, la sua rete personale o professionale.

    Non sempre le storie che ci raccontiamo fanno bene e fanno bene a chi ci sta attorno.

    Facciamo un esempio: vi sarà capitato di avere un collega con cui le cose proprio non ingranano e da quella difficoltà costruite un universo di negatività, mettete in dubbio le sue qualità professionali e magari anche umane. Un po’ meschino, certo, ma estremamente umano. Più che chiedersi cos’ha questa persona che non va, magari sarebbe opportuno chiedersi cosa suscita in noi, cosa fa scattare dentro?

    Questo è uno fra gli innumerevoli esempi in cui si può inserire il counseling. Anche conosciuto come consulenza psicosociale, in cui dunque emerge una dimensione relazione, il counseling offre un aiuto e un sostegno, affinché l’individuo possa sviluppare competenze per affrontare situazioni di conflitto e disorientamento.

    Parlavamo di narrazione… se volete, il counseling aiuta a ritessere la trama di un racconto sfilacciato, ma anche di riscrivere il racconto che facciamo su noi stessi e a noi stessi. Si tratta anzitutto di ascoltarsi, per poter aiutare l’altro a vedersi in un’altra prospettiva.

    Oggi partiamo per un viaggio fatto anche di introspezione insieme a:

    Isabel Piazza: referente partenariati e relazioni esterne, produzione e redazione Musica ed Eventi RSI - Dipartimento Cultura e Società

    Simona Mazzagatti: infermiera alla Croce Rossa - Sezione del Sottoceneri., coordinatrice del Progetto Amico e referente per le Direttive anticipate per Croce Rossa Ticino.

    Annaguya Fanfani: responsabile del CAS Counsellor supervisore ad approccio integrato

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    23 mins
  • Nella tana del bianconiglio - In pratica #2
    May 13 2025

    A chi non sarà capitato nella vita di dover organizzare qualcosa? Dalla settimana di vacanza, all’aperitivo con gli amici, un trasloco magari, o la festa di compleanno dei figli. Uscendo dall’ambito strettamente privato, la domanda può porsi per tutti coloro che professionalmente sono chiamati a raggiungere un obiettivo specifico in un tempo e con dei mezzi definiti e in genere limitati.

    I progetti sono all’ordine del giorno nelle aziende, nelle istituzioni e nelle organizzazioni e contemplano la realizzazione di iniziative come, per esempio, un evento o una campagna, la creazione di prodotti o la trasformazione dei processi e delle strutture. Spesso queste iniziative sono affidate a un project manager.

    Cosa distingue questa figura professionale da altre che si occupano di un medesimo obiettivo? Dove si collocano i capi progetto all’interno di una struttura aziendale?

    Domande lecite che in molti si saranno posti con l’emergere sempre più frequente dei project manager. In questa puntata di Augmenta.Podcast tenteremo di darne risposta, anche attraverso una serie di curiose, ma efficaci, metafore e addentrandoci nella “tana del bianconiglio”.

    Lo facciamo con:

    Virginie Pasquon: docente per la Formazione continua e per la Formazione di base della SUPSI

    Malcolm Tunzi: Business Program Manager

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    25 mins
  • I bambini non sono adulti in miniatura - In pratica #1
    May 6 2025

    Bentornati ad Augmenta.Podcast!

    In questa prima puntata entriamo nel mondo della fisioterapia pediatrica, un ambito che mobilita competenze specifiche e in cui il terapista non può limitarsi a riabilitare.

    Vale la pena ripetersi e in questa prima puntata del podcast della Formazione continua della SUPSI lo faremo: i bambini non sono adulti in miniatura o in scala. È un concetto su cui si deve insistere soprattutto per le implicazioni insite in questa evidenza.

    Un bambino attraversa un percorso evolutivo fisico e cognitivo che il terapista deve tenere sempre bene in mente. A differenza dell’adulto che ha già imparato a fare, con il bambino va considerato il suo momento di vita e quello che deve ancora imparare, attraverso l’esperienza.

    Per questo in fisioterapia pediatrica si parla spesso di abilitare, più che di riabilitare. Significa aiutare i bambini a conquistare movimenti nuovi, a scoprire possibilità motorie che ancora non conoscono. Ed è un compito che coinvolge tutto il loro mondo.

    Il lavoro della rete di specialisti non si limita al solo paziente, ma alla famiglia, agli insegnanti e a tutti coloro che nel loro quotidiano possono contribuire al successo di una terapia. Legittimamente, tuttavia, questi preziosi sostegni possono anche trovarsi nella difficoltà, nello sconforto o disorientati; un altro aspetto che non può essere sottovalutato dal terapista, chiamato a supportare e fornire strumenti anche a chi circonda il bambino.

    Ne parliamo con:

    Laura Delucchi: fisioterapista specializzata in neurologia, pediatria e ippoterapia-K

    Brigitte Wehrli: responsabile del CAS in fisioterapia pediatrica e aggiunta responsabile della Formazione di base al Dipartimento economia aziendale sanità e sociale della SUPSI

    Gianpiero Capra: responsabile dell’Area riabilitazione della formazione continua della SUPSI.

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    23 mins