Diari di viaggio
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Nel quinto episodio di “Mi chiamo Cristina” la nostra protagonista si reca in esilio in Medio Oriente e comincia a tenere corrispondenze che verranno pubblicate in tutta Europa e persino negli Stati Uniti come scopriamo da Sandro Fortunati, sul prestigioso New York Daily Tribune. In questi articoli alterna riflessioni sulle lotte di liberazione, sugli errori compiuti tanto dagli eserciti degli invasi quanto da invasori e alleati, come spiega Mariachiara Fugazza, in particolar modo i francesi, responsabili della caduta della Repubblica Romana, al racconto dei paesi che visita di cui sino ad ora si sono descritti solo i clichè. Si ferma in Turchia dove compie la sua nona ribellione fondando un’azienda agricola modello dimostrando, come ci dice Lia Celi, che auspicabilmente le donne devono occuparsi di soldi quanto gli uomini. Affronta poi un viaggio a cavallo incredibile per l’epoca come rivela Anna Bonaiuto, che la porta da Ankara a Gerusalemme. Ma, poco dopo il rientro alla fattoria resta vittima di un’aggressione che mina gravemente la sua salute, e poco tempo decide di rientrare in Italia dove il momento dell’Unità si sta avvicinando come ci spiega Paolo Mieli.