Episodes

  • Anna Foglietta: «Quando mai l'arte ha chiesto il permesso di entrare nella testa delle persone?» | LIVE Story Tour
    Jun 11 2026
    Ep. 142: Dice che a lei del «cliché di un femminile rassicurante» non glien'è mai fregato niente. In questa intervista con Malcom Pagani, Anna Foglietta si racconta a partire dal suo legame viscerale con Napoli, che dice essere la sua seconda città, un amore a lungo appesantito dai racconti materni di un dopoguerra di «distruzione, sopraffazione, fame, miseria e abusi». Foglietta spiega di aver fatto propri quei traumi finché la terapia non le ha aperto gli occhi: «Guarda che non è la tua storia». Dalle prime esperienze sul set affrontate con l'ansia legata al «tema della restituzione», l'attrice attraversa le nevrosi e le ferite del suo percorso. Tra il rifiuto per un cinema ruffiano fatto per «compiacere un gusto rassicurante dello spettatore» e il miracolo di un amore nato scrivendosi su Facebook diciassette anni dopo il liceo, Foglietta guarda al futuro convinta che «le vite davvero si possono giudicare solo alla fine», augurandosi però di non smettere mai di emozionarsi davanti a un talento quando «non è addomesticato». Questa puntata è stata registrata live all'appuntamento di Napoli di Story Tour, la rassegna di eventi itinerante che porta le voci più importanti e le storie più coinvolgenti e sorprendenti in giro per l’Italia, un ciclo di eventi firmato Chora Media, Will Media e Enel che porta l’energia del racconto in tutta Italia. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    41 mins
  • Coez: «Piccole conquiste, piano piano... erano mattoni»
    Jun 4 2026
    Ep. 141: «Giravo per la città e più il mio nome si vedeva e più... io esistevo. Esatto, io esistevo», dice lui, che ha cominciato a comunicare con il mondo facendo graffiti sui muri dei tunnel della metropolitana di Roma. In questa intervista con Malcom Pagani, Silvano Albanese, in arte Coez, ripercorre una carriera che definisce un «miracolo d'ostinazione». Ricorda l'infanzia e le decisioni che lo hanno portato a scrivere testi rap e lo scontro decisivo con un severo professore di fisica che lo gelò chiedendogli: «Ma tu come ti vedi tra dieci anni?». Per costruire quella risposta, Coez ha fatto il facchino, montato palchi fino alle sue prime collaborazioni con Riccardo Sinigallia e Niccolò Contessa, creando un ibrido inedito tra rap e cantautorato. Rifiutando la scorciatoia dei talent show, oggi vive la fama con cautela per non perdere la "vita normale" da cui nasce la sua scrittura, ma ammette di non voler dimenticare le ferite del passato: «Non ci passo sopra con la pialla a certe cose». Coez sarà in tour a partire dall'8 luglio per portare dal vivo il terzo capitolo del suo format cult "From The Rooftop", un progetto che nel tempo è diventato una delle espressioni artistiche più riconoscibili e autentiche del suo percorso, per poi proseguire con 13 date autunnali nei teatri italiani. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    1 hr and 28 mins
  • Massimiliano Fuksas: «Finisce sempre così. Finisce sempre male il successo»
    May 28 2026
    Ep. 140: Quando gli chiedono "che cos'è l'architettura", lui risponde sempre in modo diverso. Questa volta ha detto che «è il tentativo di prolungare la vita oltre i limiti del giorno». In questa intervista con Malcom Pagani, Massimiliano Fuksas ripercorre le tappe di una storia familiare che definisce un «imbroglio» di identità ancestrali, divise tra Lituania, Russia e Austria. Fuksas ricorda una giovinezza irrequieta, vissuta tra pittura e incontri straordinari, dall'apprendistato a bottega dal «burbero» Giorgio De Chirico al viaggio a Cuba dove il mito di Che Guevara si scontrava con la realtà dei tagliatori di canna da zucchero, fino alle cariche della polizia a Valle Giulia affrontate indossando un pullover arancione. Fuksas rievoca le partite a pallone in cui lui era il numero 10 e Pier Paolo Pasolini l'ala destra, l'antipatia viscerale per Alberto Moravia, che considera «un uomo di potere», e l'incontro fatale in Piazza della Rotonda con la moglie Doriana, conquistata promettendole un viaggio in America. Infine, rivendica la sua indole solitaria e la necessità vitale di consumare progetti: avere almeno un'idea nuova al giorno, sostiene Fuksas, è l'unico modo per continuare ad alimentare la suprema «illusione della vita». Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    1 hr and 28 mins
  • Violante Placido: «Io sono una che conserva e perde»
    May 22 2026
    Ep. 139: Anche se al teatro è approdata tardi, sente che il rito e la dimensione itinerante del palco appartengono alla sua anima e non ne avverte la fatica, perché ogni sera, tornata a casa, insegue quell’«attimo prodigioso» capace di farla sentire viva e ancorata al presente. In questa intervista con Malcom Pagani, Violante Placido ripercorre un percorso iniziato dopo aver abbandonato l'ambizione delle gare di equitazione, dall'infanzia folgorata al cinema da “E.T.” all'improvviso trasferimento a Los Angeles con la madre, dove studiava «come una formica» all'Actor's Studio inseguendo il mito di Marilyn Monroe. In questa conversazione, l’attrice ricorda l'esordio acerbo in “Jack Frusciante è uscito dal gruppo”, i faticosi «no» detti per rifiutare l'etichetta limitante di «bella e stronza, e la scoperta del padre Michele nelle inedite vesti di regista «durissimo» sul set di “Ovunque sei”. Oggi, fresca di cinquant'anni, un numero che ignora felicemente perché dice di avere «un senso strano del tempo», rifugge la smania contemporanea di condividere ossessivamente il proprio privato, continuando a difendere la sua libertà: il privilegio faticoso di «non farsi condizionare dagli altri». Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    1 hr and 13 mins
  • Francesca Archibugi: «A me piace abbastanza soffrire»
    May 14 2026
    Ep. 138: Dice che a lei «soffrire piace abbastanza». In questa intervista con Malcom Pagani, Francesca Archibugi racconta un’infanzia cresciuta in una tribù di «selvaggi». Dalle lezioni al Centro Sperimentale con Furio Scarpelli, la regista attraversa i ricordi dei giganti che l'hanno adottata: confessa il senso di colpa provato dirigendo Marcello Mastroianni, con cui finì a bere nove grappe la sera prima del set, il timore reverenziale per Nanni Moretti e le feroci liti affettuose con Laura Betti. Tra il rifiuto dei premi cinematografici considerati «assurdi» e la fatica di mantenere vivo un amore lungo cinquant'anni, Archibugi guarda al futuro senza nascondere il terrore per la vecchiaia, augurandosi però di non perdere mai l'antico fascino per la marginalità. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    1 hr and 40 mins
  • Claudia Gerini: «La vita va presa un po' con calma»
    May 7 2026
    Ep. 137: Dice che dell'amore ha capito una cosa: «Ta ‘a devi rischia’». In questa intervista con Malcom Pagani, Claudia Gerini racconta un’infanzia romana a Ostia segnata da «acrobazie» economiche, tra la macelleria fallita del padre e il ricordo quasi leggendario delle sorelle lasciate a dormire in macchina mentre i genitori andavano a ballare allo «Scarabocchio». Gerini ripercorre l’amicizia profonda con Gianni Boncompagni — «l’uomo più simpatico mai conosciuto» — e il successo travolgente con Carlo Verdone, faticando poi negli anni a scardinare l'etichetta di “Jessica” per rivelare la propria natura «camaleontica». Tra la rivendicazione di una «romanità carnale» e il rifiuto di atteggiarsi a diva, Claudia Gerini si descrive come una donna leale che preferisce la vita presa «con calma» alla fretta del successo. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    1 hr and 18 mins
  • Alberto Barbera: «Bisogna vedere tutto»
    Apr 30 2026
    Ep. 136: I suoi cugini dormivano in una camera ricavata sotto la galleria di un cinema parrocchiale, ascoltando le proiezioni che passavano sopra le loro teste: è in quel buio, tra il terrore delle prime immagini e la scoperta di Charlie Chaplin, che ha iniziato a decifrare il linguaggio di un’ossessione che non lo avrebbe più lasciato.In questa intervista con Malcom Pagani, Alberto Barbera racconta le radici in provincia, vicino a Biella, e la sua epifania con il cinema, che arriva in un pomeriggio di neve alla vigilia di Natale, uscendo dalla sala dopo aver guardato due volte di fila Agente 007 - Thunderball. Poi la Torino degli anni Settanta, divisa tra la facoltà di architettura occupata, sfuggendo alle cariche della polizia, e le giornate passate sui tram per scovare i classici di Alfred Hitchcock in terza visione, fino all'esordio come critico pagato in nero alla Gazzetta del Popolo. Barbera spiega che quello del direttore di un festival del cinema è un mestiere che «nessuno ti insegna»: guardare quattromila film all'anno è un incubo in cui «sbagliare è facilissimo» e bisogna imparare l'arte diplomatica di dire no. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    1 hr and 27 mins
  • Giuliana De Sio: «Recitare è un modo per svoltare l’angoscia della vita»
    Apr 23 2026
    Ep. 135: Rivendica di essere stata la «prima attrice veramente nevrotica del cinema italiano». In questa intervista con Malcom Pagani, Giuliana De Sio ripercorre un'infanzia inquieta, segnata dalla scoperta dell'alcolismo della madre e culminata in un «gioco macabro»: un tentato suicidio con un flacone di sonniferi, dettato più dal «bisogno di rischiare» e fare rumore che dalla reale volontà di morire. De Sio ricorda l'amore con Alessandro Haber, con le fughe nei portoni per l'imbarazzo di fronte alle sue intemperanze, la storia profonda con Elio Petri, uomo di «grandissima eleganza» morto tragicamente mentre lei era sul set con Massimo Troisi, e il surreale provino al buio con Jean-Luc Godard, abbandonato e mandato a quel paese senza troppi complimenti. Il suo racconto arriva fino al misterioso ostracismo subìto dal cinema dopo la vittoria del secondo David di Donatello, forse per la colpa di non essere «mai stata da sistema», perché recitare, per lei, non è un lavoro, ma un «modo per svoltare l'angoscia della vita». Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    1 hr and 19 mins