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IARI Daily

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Written by: IARI
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IARI Daily è il podcast quotidiano dell’Istituto Analisi Relazioni Internazionali dedicato alle notizie più importanti della giornata.Ogni giorno analizziamo i principali eventi internazionali, geopolitici, economici e strategici, andando oltre la semplice cronaca per capire cosa sta accadendo, perché conta e quali conseguenze può avere sugli equilibri globali.Un appuntamento quotidiano per chi vuole orientarsi nel mondo con uno sguardo rapido, chiaro e analitico.Copyright IARI Political Science Politics & Government
Episodes
  • L’ammissione_USA_sui_biolaboratori_in_Ucraina
    Jun 16 2026
    L'analisi pubblicata da IARI esamina la controversia sui laboratori biologici in Ucraina, evidenziando come una declassificazione dell'intelligence americana del 2026 abbia parzialmente legittimato le storiche preoccupazioni di sicurezza russe. Sebbene non vi siano prove definitive di programmi offensivi, i documenti confermano l'esistenza di una vasta rete di siti finanziati dal Pentagono che ospitavano patogeni pericolosi e presentavano vulnerabilità strutturali. L'autore critica la gestione comunicativa occidentale del 2022, che liquidò sbrigativamente la questione come mera propaganda, ignorando i rischi reali derivanti dalla prossimità strategica di tali impianti ai confini russi. Il testo sottolinea come la natura dual-use di queste infrastrutture e l'opacità dei contractor abbiano alimentato un conflitto geopolitico basato sulla mancanza di trasparenza internazionale. In definitiva, il dossier suggerisce che la credibilità di Washington sia stata danneggiata dall'aver taciuto dettagli operativi ora confermati, trasformando il tema dei biolaboratori in una potente leva diplomatica per Mosca.
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    16 mins
  • La_logistica_tiene_l_economia_in_ostaggio
    Jun 12 2026
    Descrizione della puntataChe cosa accadrebbe se la crisi mediorientale colpisse contemporaneamente lo Stretto di Hormuz e Bab el-Mandeb, compromettendo sia il principale corridoio energetico del Golfo sia una delle sue più importanti vie alternative?

    In questa puntata analizziamo la “trappola dei due stretti”: il sistema di dipendenze che collega il confronto tra Israele e Iran, il fronte libanese, le operazioni degli Houthi nel Mar Rosso e la sicurezza delle rotte attraverso le quali petrolio, prodotti raffinati e merci raggiungono Europa e Asia.Hormuz resta il principale collo di bottiglia energetico mondiale.

    Bab el-Mandeb, tuttavia, sta assumendo un valore sempre più strategico perché protegge il corridoio che collega il terminale saudita di Yanbu al Mar Rosso, al Canale di Suez e ai mercati europei. La sua destabilizzazione non sostituirebbe quantitativamente la perdita di Hormuz, ma eliminerebbe una delle poche valvole logistiche ancora disponibili.Il pericolo non deriva soltanto dalla possibilità di un blocco militare.

    Anche attacchi selettivi, errori nell’identificazione delle navi o un aumento dei premi assicurativi potrebbero spingere le grandi compagnie a evitare il Mar Rosso, costringendo il traffico a circumnavigare l’Africa e aumentando tempi, costi di trasporto e pressione sulle scorte energetiche.

    La vera trappola dell’escalation nasce quindi dalla perdita simultanea delle alternative: Hormuz come corridoio principale, Bab el-Mandeb come moltiplicatore del rischio e il Capo di Buona Speranza come rotta di emergenza più lunga e costosa.Una puntata pensata per distinguere i fatti verificati dalle narrazioni allarmistiche, comprendere perché la sicurezza energetica dipenda sempre più dalla geografia marittima e valutare gli scenari che potrebbero trasformare una crisi regionale in uno shock economico e logistico globale.
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    19 mins
  • Diplomazia_armata_e_missili_a_lungo_raggio
    Jun 12 2026
    La diplomazia sulla guerra in Ucraina ha raggiunto una nuova soglia critica, oppure i negoziati stanno semplicemente entrando in una fase sempre più militarizzata?

    In questa puntata analizziamo la risposta di Sergej Lavrov al documento congiunto firmato da Regno Unito, Francia, Germania e Ucraina. La dichiarazione dell’E3 combina l’appello a un cessate il fuoco e a garanzie di sicurezza giuridicamente vincolanti con il progetto di rafforzare le capacità ucraine di difesa aerea, difesa antibalistica e attacco in profondità.Per Kyiv e i suoi partner europei, il sostegno militare è considerato indispensabile per impedire che un eventuale negoziato si trasformi in una semplice pausa tattica sfruttabile dalla Russia.

    Per Mosca, invece, la stessa strategia sembra confermare che l’Europa non si stia preparando alla pace, ma a un confronto più lungo e sofisticato.La questione centrale, quindi, non è soltanto se i negoziati siano ancora possibili, ma a quali condizioni possano realmente svolgersi. Le capacità di attacco a lungo raggio, l’utilizzo dei beni russi congelati, le garanzie di sicurezza multinazionali e la crescente cooperazione industriale e militare tra Europa e Ucraina stanno diventando parte integrante della stessa architettura negoziale.Il vero pericolo risiede nella crescente distanza tra le percezioni delle parti: ciò che l’Europa definisce deterrenza, la Russia lo interpreta come escalation; ciò che Kyiv considera una garanzia minima di sicurezza, Mosca lo vede come la trasformazione permanente dell’Ucraina in una piattaforma militare occidentale.Una puntata pensata per distinguere i fatti verificati dalle narrazioni strategiche, comprendere perché Lavrov abbia messo in discussione la credibilità del quadro negoziale europeo e valutare se il conflitto stia evolvendo verso una diplomazia armata, uno stallo gestito o una nuova soglia di escalation.
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    13 mins
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