Pop-up Green: moda e sostenibilità senza greenwashing cover art

Pop-up Green: moda e sostenibilità senza greenwashing

Pop-up Green: moda e sostenibilità senza greenwashing

Written by: Dress ECOde
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Pop-Up Green è il podcast di Dress ECOde sulla moda sostenibile, etica senza greenwashing. In modo libero e indipendente, smascheriamo i palloncini gonfiati tinti di verde e proponiamo alternative reali: brand, soluzioni e idee per una moda più etica e leggera per l’ambiente.

Vuoi saperne di più di moda sostenibile, di greenwashing e fast fashion? Vuoi vestire o fare vestiti in modo green ed etico? Vuoi conoscere l'impatto sociale e ambientale della moda? Non hai tempo di leggere articoli su sostenibilità e moda?
Pop-Up Green è il podcast giusto per scegliere o, se hai un brand di moda, per creare vesttiti riducendo le conseguenze negative sull'ambiente e sulla vita di altre persone.
🔹 Cosa trovi nel podcast?
📢 Episodi LIVE con interviste e approfondimenti.
📖 Audioarticoli di Dress ECOde sulla moda sostenibile.

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Pop-Up Green è ideato e scritto da Arianna De Biasi, fondatrice di Dress ECOde e consulente di Sustainable Fashion Management.

Dress-ECOde.com è una fonte affidabile, indipendente e libera di raccontare come stanno le cose, con un bagaglio di conoscenze serie sulla sostenibilità.


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Art Politics & Government Social Sciences
Episodes
  • LIVE - Storie di collaborazioni attive nella moda che (forse) non conosci
    Jun 4 2026
    La Fashion Revolution Week 2026 ha scelto come tema l'Active Collaboration. Noi abbiamo scelto di raccontarla attraverso episodi nella storia della moda che mostrassero la forza dell'unione.
    Come la "battaglia" tra designer vinta grazie all'unione delle forze. O quando la moda ha detto no al razzismo sulle passerelle. Quando una collaborazione ha aperto crepe reali in un sistema tra i più chiusi e che ha anche mostrato, con tutta la sua fatica, quanto sia difficile mantenere viva la pressione quando le istituzioni perdono interesse. Quando una nota casa di moda decide di supportare gli studenti. Ancora, quando una lettera aperta ha fatto tremare le grandi maison e tante altre storie.

    Una diretta instagram in cui, insieme alla designer Carlotta Redaelli, abbiamo ripercorso alcuni episodi della storia della moda che raramente vengono raccontati insieme — e che, messi in fila, compongono una narrativa sorprendente.


    Voce: Arianna De Biasi, Carlotta Redaelli
    Musica: Quiet flight, Paul Yudin, Upbeat License code: LITDGBJNGCKWGHWZ Looming, Yeti Music, Upbeat License code: PHVBHPKWWIRYVL8W

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    47 mins
  • Vulnerabilità e scelte: cosa significa davvero costruire un brand più responsabile - Eyelet Milano
    May 12 2026
    LIVE! Quello che ascolterai oggi non è solo un caso di successo.
    È un processo, ancora aperto.E dentro questo processo ci sono alcune cose molto concrete:
    – cosa c’è dietro un brand di moda più sostenibile
    – tre errori da non fare se stai costruendo un brand
    – come affrontare limiti e compromessi senza perdere coerenza
    – e la domanda che, prima o poi, ogni designer dovrebbe farsi prima di iniziare.
    La sostenibilità, quando è reale, non è lineare.
    È fatta di compromessi.
    Di limiti.
    Di scelte che hanno un costo — economico, creativo, personale.
    Simona Luparello e Alessia Boselini, responsabili del brand Eyelet Milano, hanno scelto di parlarne.
    Non solo di quello che funziona, ma anche di quello che non va.
    I punti in cui il sistema si inceppa.
    E i momenti in cui la domanda è stata: così possiamo davvero reggere?

    Nel corrispondente articolo puoi vedere le foto dell'intervista:
    https://dress-ecode.com/vulnerabilita-e-scelte-cosa-significa-davvero-costruire-un-brand-piu-responsabile-eyelet-milano/


    Voce: Arianna De Biasi, Simona Luparello, Alessia Boselini.
    Musica: Quiet flight, Paul Yudin, Upbeat License code: LITDGBJNGCKWGHWZ; Looming, Yeti Music, Upbeat License code: VHIOVQXYRKILMJCS
    Foto: courtesy of Eyelet Milano
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    55 mins
  • L'uomo che vestiva Dior adesso veste Zara. Dovremmo essere felici?
    Apr 7 2026
    Immagina un abito. Non un abito qualunque: un abito di seta tagliato in sbieco, costruito a mano, venduto all'asta a Parigi per 637.500 euro. Non è un'opera d'arte in un museo — è un vestito da donna, firmato John Galliano per Dior.Poche settimane dopo, lo stesso designer annuncia che lavorerà per Zara.
    Se ti è venuta una sensazione strana sentendo queste due frasi una dopo l'altra, è comprensibile. Non significa necessariamente che sia una cosa sbagliata. Significa che è una cosa complicata. E le cose complicate meritano di essere approfondite.

    Quando il più raffinato couturier del mondo firma per un grande brand del fast fashion, è un segnale di speranza per la moda sostenibile — o è esattamente il contrario? Ne parliamo in questo episodio, che puoi anche leggere qui:
    https://dress-ecode.com/luomo-che-vestiva-dior-adesso-veste-zara-dovremmo-essere-felici/
    Raccontiamo di John Galliano, Zara, e di una parola che non trovi nei dizionari della moda: re-authoring.

    Voci: Arianna De Biasi, Annamaria Visco, Rossella Infantino, Graziella Conti
    Musica: Quiet flight, Paul Yudin, Upbeat License code: LITDGBJNGCKWGHWZ; pixabay Music with license - please write us in case of checking; Looming, Yeti Music, Upbeat License code: VHIOVQXYRKILMJCS
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    30 mins
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