• ep.7 - Paganini non ripete! I Ravioli, il Cannone e una notte impossibile fra Elba e la val di vara
    May 24 2026

    Carro, nell’entroterra della Val di Vara, conserva una traccia importante della storia di Niccolò Paganini: non la nascita, che avvenne a Genova, ma le radici familiari.

    Da qui parte un viaggio tra musica, mito e memoria: il celebre “Paganini non ripete”, il Cannone, i Capricci, la fama demoniaca costruita attorno al violinista durante le tournée europee, fino alla ricetta dei ravioli attribuita alla sua mano e oggi conservata alla Library of Congress.

    Al centro dell’episodio anche un racconto affascinante e problematico: una presunta notte del 1814 a Carro con Paganini, Elisa Baciocchi e Napoleone direttamente dall'Elba. Una leggenda colta, rilanciata da Marcello Staglieno, che viene raccontata e poi messa alla prova delle date.

    Tra documenti, dubbi e suggestioni, Carro non appare solo come il paese degli antenati di Paganini, ma come un luogo dove la memoria continua a produrre musica: dal Festival Paganiniano alla European Paganini Route.


    FONTI/BIBLIOGRAFIA:

    Per il racconto dell’incontro immaginato a Carro tra Napoleone, Elisa Baciocchi e Paganini: Marcello Staglieno, racconto in Numero 26, Società dei Concerti della Spezia. Fonte narrativa utilizzata come suggestione, non come dato storico documentato. https://www.yumpu.com/it/document/view/15057100/numero-26-societa-dei-concerti-la-spezia

    Per il legame tra Carro, la famiglia Paganini e la valorizzazione del borgo: European Paganini Route – Carro Borgo di Paganini

    https://www.europeanpaganiniroute.eu/carro-borgo-di-paganini/ Paganinian Festival of Carro – sito ufficiale

    https://paganinimusicfestival.com/

    Per la ricetta manoscritta dei ravioli attribuita a Niccolò Paganini: Library of Congress – Cooking Up History: Niccolò Paganini’s Ravioli https://blogs.loc.gov/music/2018/07/cooking-up-history-niccol-paganinis-ravioli/

    Per il mito demoniaco di Paganini e la sua costruzione nell’immaginario romantico:Maiko Kawabata, Paganini: The “Demonic” Virtuoso, Boydell Press, 2013.Maiko Kawabata, “Virtuosity, the Violin, the Devil… What Really Made Paganini ‘Demonic’?”, Current Musicology, 2007.

    https://journals.library.columbia.edu/index.php/currentmusicology/article/view/5088

    Per la visione letteraria di Paganini in Heinrich Heine: Heinrich Heine, Florentine Nights / Notti fiorentine.

    https://en.wikisource.org/wiki/The_Works_of_Heinrich_Heine/Vol._1/Florentine_Nights


    CREDITO MUSICALE: Musica utilizzata nell’episodio: Niccolò Paganini, Capriccio n. 24. Esecuzione Paganini-Primrose per viola e pianoforte: Elias Goldstein, viola; Christina Lalog, pianoforte. Fonte: Wikimedia Commons, file “Paganini Caprice-24.ogg”. Licenza: Public Domain. https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Paganini_Caprice-24.ogg


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    29 mins
  • ep.6 - Una cattedrale nel cassetto
    May 20 2026

    Questo episodio di Storie nel cassetto nasce da una memoria familiare.

    C’era un racconto tramandato a voce.
    C’erano fotografie, documenti, frammenti sparsi.
    E c’era un dubbio, legittimo: che quel ricordo fosse diventato, col tempo, soltanto una piccola leggenda domestica.

    Da qui è cominciata una ricerca, perché pareva interessante andare a fondo alla questione.

    Si sono messi i ricordi a confronto con le carte, i nomi con gli archivi disponibili, le immagini con le tracce rimaste. Passo dopo passo, quella memoria privata ha trovato un riscontro concreto in un museo cittadino.

    Lì era conservata un’opera senza nome e senza storia: nessun documento spiegava come fosse arrivata fin lì, né chi l’avesse realizzata.

    A custodire quel ricordo era rimasta una sola voce. Una voce sopravvissuta agli anni, mentre gli altri, i protagonisti, non c’erano più.

    Ed è qui il cuore dell’episodio: le memorie familiari contano.
    Contano perché hanno valore. Contano perché hanno ancora qualcosa da dire.

    I racconti degli anziani sono testimonianze preziose e fragili.
    A volte custodiscono frammenti capaci di restituire a una comunità una parte della propria storia.

    Per questo vale la pena ascoltare, chiedere, registrare, scrivere. Prima che certe voci si perdano, prima che lascino spazio al silenzio.

    E voi?
    Avete una memoria familiare chiusa nel cassetto?


    accontatecela, via mail o nei commenti.

    FONTI:

    L’episodio nasce da testimonianze familiari, ricordi orali, fotografie e documenti conservati in ambito privato.

    Per il contesto storico e documentale sono stati consultati materiali genealogici e anagrafici relativi alla famiglia Cheli, riscontri d’archivio disponibili, documentazione militare, materiali relativi alla Cattedrale di San Martino di Lucca e schede storico-artistiche del Museo Diocesano di Lucca.

    Libro suggerito

    Rossana Sciascia, L’Elvira conta, Demian Edizioni, 2023.

    Lo suggeriamo perché racconta, già nel titolo, una cosa semplice e decisiva: le vite minori contano, e vanno contate, raccolte, tramandate, prima che la memoria orale si perda, lasciando un vuoto nella storia di una comunità.

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    15 mins
  • Episodio 5&5 - Brucio d'amor per te.
    May 17 2026

    In questo episodio due storie diverse che si incontrano in mezzo al mare fra Savona e Elba. Si parte da Savona, con Marilena, con la vicenda di Pancaldo e i fuochi di Sant'Elmo. Dall'Elba si risponde con il racconto del conte che accese la spiaggia. Attraversando ricordi, domande, coincidenze e storie rimaste un po’ sospese: Cinque e cinque, come una merenda semplice, come una formula magica da banco di scuola, come cecina e focaccia che si abbracciano da lontano.

    Cosa ne uscirà fuori? Un sorriso e un po' di rumore...

    Che alcuni misteri non chiedono di essere risolti subito!
    Buon ascolto

    ---- Marilena -----

    Marilena è savonese di adozione. Anche lei ha il pallino per le storie e i racconti, ama l'arte e la meraviglia. Svolge attività di volontariato e da diversi mesi è entrata a far parte della confraternita di Nostra Signora del Castello di Savona. Con entusiasmo ha partecipato a questa puntata speciale. A lei un sentito ringraziamento.

    ---- FONTI ----

    • Per la leggenda dell'innamorata e le vicende spagnole elbane: Luigi Cignoni, a cura di, La leggenda dell’Innamorata. Storie di scorribande di pirati e saraceni all’Isola d’Elba, 1999; Infoelba, La leggenda dell’Innamorata, rievocazione storica a Capoliveri; Antonio D'Onofrio, I Presìdi di Toscana: forme di lunga durata e mutamenti in un piccolo spazio, in Mediterranea. Ricerche storiche, anno XVI, n. 45, aprile 2019.
    • Per il racconto di Pancaldo e i Fuochi di Sant'Elmo: Furio Ciciliot, Leon Pancaldo da Magellano a Buenos Aires, Società Savonese di Storia Patria; 104News, Leon Pancaldo e la leggenda dei Fuochi di Sant’Elmo; Massimo Donattini, Pancaldo, Leone, in Dizionario Biografico degli Italiani, Treccani.


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    43 mins
  • EP.4 - Processo al capitano
    May 10 2026

    Nel 1553, l’Elba trema davanti alle vele di Dragut, il grande corsaro ottomano. Sull’isola, la Fortezza del Giogo — oggi conosciuta anche come Torre del Giove — diventa rifugio per uomini, donne, vecchi, bambini e beni salvati in fretta dalla paura.

    In questo episodio di Storie nel cassetto celebriamo un processo tardivo: accusa e difesa si confrontano davanti alle rovine del Monte Giove. Fu tradimento? Fu paura? Fu una resa inevitabile?

    Là dove l’edera stringe ancora le pietre e il mare si guarda lontano, il processo resta aperto.

    Bibliografia e fonti

    Marcello Squarcialupi, La guerra del 1552-56 in Maremma e nell’Elba contro i Turchi e i Francesi alleati: diario, pubblicato da Luigi Righetti, Firenze, Stabilimento tipografico E. Ducci, 1912. Il testo è indicato come diario attribuito a Squarcialupi; l’attribuzione, come segnala Ereticopedia, non è priva di dubbi.

    Giuseppe Ninci, Storia dell’isola dell’Elba, Portoferraio, presso Broglia, 1815. È una fonte molto più tarda rispetto ai fatti del 1553, utile soprattutto per confrontare la memoria ottocentesca dell’episodio con la cronaca cinquecentesca.

    Torre del Giove / Fortezza del Giogo, schede storico-divulgative su Infoelba e Isola d’Elba online. Le schede ricordano la funzione della torre come controllo del traffico marittimo e delle miniere, e come rifugio per gli abitanti di Grassera durante le incursioni del 1534 e del 1553.

    Lettera di Cosimo I de’ Medici al commissario di Portoferraio, 14 aprile 1555, citata in L’Elba tra Medioevo e Rinascimento. Il passo parla della volontà di fortificare il Giogo e di mettervi un castellano “a soddisfazione” delle popolazioni locali: dettaglio prezioso, perché suggerisce anche un problema di fiducia oltre che di difesa militare.

    Fortezza del Giove, voce riepilogativa con rimando alla testimonianza storica attribuita a Squarcialupi e alla bibliografia locale, utile come traccia di consultazione ma da usare con cautela, verificando sempre sulle fonti primarie o sulle edizioni citate.

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    14 mins
  • ep.3 - tesori nascosti e api indiavolate
    May 8 2026

    C’è la Costa Smeralda: spiagge perfette, piazzette eleganti, aperitivi vista mare, turismo patinato.

    Poi la Gallura degli stazzi, le campagne, i silenzi, i racconti popolari. Una terra dove il confine tra storia, memoria e leggenda non è mai troppo netto.

    In questo episodio di Storie nel cassetto siamo nel nord della Sardegna: la storia di un’ape. Una sola ape, insistente, inspiegabile, quasi mandata da qualcosa o da qualcuno.

    Da quel ronzio si apre un viaggio nel mondo del suiddatu, dei tesori nascosti e maledetti, del Libro di lu cumunadu, dei rituali antichi e delle paure contadine.

    La vicenda, raccontatami da una nonna di un ex alunno è frutto di tradizione orale, memoria popolare, tuttavia faccio riferimento anche ad altre fonti, che mi sono state utili per approfondire quanto trattato. Per chi avesse piacere...


    Fonti e riferimenti: Contus Antigus, “Lu Suiddatu – Tesori nascosti in Gallura”; Monica Baldassarri, “L’isola dei tesori: produzione, uso e circolazione di monete”, in Il tempo dei giudicati. La Sardegna medievale dal X al XV secolo d.C., Ilisso, 2023; Salvatore Loi, Streghe, esorcisti e cercatori di tesori. Inquisizione spagnola ed episcopale. Sardegna, secoli XVI-XVIII, AM&D, 2008; Salvatore Loi, Storia dell’Inquisizione in Sardegna, AM&D, 2013; Giancarlo Sorgia, L’Inquisizione in Sardegna, CUEC, 1991.

    #StorieNelCassetto #Gallura #TradizioniPopolari #Sardegna #LeggendeSarde

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    30 mins
  • ep2 - Una borsa piena di segreti
    May 6 2026

    Descrizione episodio

    In questo episodio di Storie nel cassetto andiamo alla ricerca del Barone di Borsa, senza pretendere di afferrarlo del tutto. Perché certi uomini, anche quando finiscono nei documenti, continuano a stare un passo indietro.

    Antonio Maghella nacque a Borsa, in Val di Vara, nella seconda metà del XVIII secolo. Da quel piccolo borgo ligure arrivò fino ai vertici del potere del tempo, trafficando nei luoghi dove il potere prende forma e spesso si nasconde.

    Fu funzionario, ministro, barone. Visse tra rivoluzioni, sospetti e restaurazioni. Poi tornò nella sua valle, dove morì nel 1850, a Cembrano.

    Di lui restano poche tracce: una lapide, qualche memoria, ma soprattutto domande. E forse è proprio da lì che conviene partire. O arrivare.

    Fonti consultate: Francesca Maria Lo Faro, Maghella, Antonio, Dizionario Biografico degli Italiani, Treccani; A. Neri, Appunti intorno ad Antonio Maghella, in Giornale storico e letterario della Liguria, IX, 1908, pp. 432-436, Biblioteca digitale della Società Ligure di Storia Patria; voce Treccani Maghèlla, Antonio; M. H. Weil, Le rappel en France d’Antonio Maghella: mars-avril 1812, Napoli, 1913; voce Wikipedia Antonio Maghella, consultata come riferimento orientativo.

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    24 mins
  • ep1 - una via senza ritorno.
    Apr 26 2026

    Nel Medioevo, lungo la Val di Vara, non passavano soltanto merci: passavano uomini, fatiche, paure e racconti. In questa puntata seguiamo il cammino di un viandante verso il Passo dei Cento Croci, fra traffici antichi, ospitali, memoria del valico e una leggenda nera rimasta attaccata al luogo per secoli: quella del monaco scellerato. Una storia sospesa fra documenti, tradizione e ombra, per capire dove finisce la cronaca e dove comincia il racconto.

    Fonti e riferimenti: Antonio Cesena, Relatione dell’origine et successi della terra di Varese descritta dal R.P. Antonio Cesena l’anno 1558; Enrica Salvatori (a cura di), Storia e territorio della Val di Vara; contributi di Enrica Salvatori sulla Val di Vara medievale e sulla viabilità appenninica; studi di Luigi Formentini e Tiziano Mannoni sul territorio e sulla storia materiale della Val di Vara.

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    15 mins