Unità e parità
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Nel sesto episodio di “Mi chiamo Cristina” assistiamo finalmente al rientro della nostra protagonista in patria. Da donna e pensatrice pragmatica, quale ce la descrive Paolo Mieli, in questa fase Cristina appoggia Camillo Benso Conte di Cavour nel suo impegno per unire l’Italia sotto Casa Savoia, e lui le riconosce un ruolo fondamentale come interlocutrice. Prosegue anche l’attività giornalistica di cui ci parla Mariachiara Fugazza, che la porterà poi su richiesta di Terenzio Mamiani a sviluppare una saggistica dedicata alla riflessione sull’Italia post-unitaria ma soprattutto a una riflessione approfondita e modernissima sul ruolo delle donne nella società che ha ispirato Anna Bonaiuto per lo spettacolo teatrale che le ha dedicato. Cristina è quasi al termine della propria vita, e come ci racconta Sandro Fortunati ha scelto di essere una nonna serena che vive vicina ai propri affetti. Ma Cristina non rinuncia comunque alla sua decima e ultima grande rivoluzione come sottolinea Lia Celi: quella di lasciare come eredità morale un saggio che possiamo definire persino femminista e di chiamata alla sorellanza per le donne della sua epoca e per quelle del futuro.