Episodes

  • EP.71 HUMPHREY DAVY Vita e Invenzioni
    Feb 20 2026

    Benvenuti all'episodio di oggi, dedicato a una figura luminosa della scienza: Humphrey Davy. Nato a Penzance, Inghilterra, nel 1778, e scomparso a Ginevra, Svizzera, nel 1829, Davy iniziò il suo percorso nel 1796 come apprendista presso un farmacista-chirurgo, sperando un giorno di dedicarsi alla medicina. Ma la sua vera passione lo spinse presto ad aprire un laboratorio personale già nel 1797, dove si dedicò agli esperimenti sul protossido d'azoto, il famoso "gas esilarante".

    Nel 1798, la sua carriera prese il volo quando divenne chimico soprintendente alla Pneumatic Institution di Clifton. Qui, le sue ricerche si concentrarono sulla natura terapeutica dei vari gas, in particolare sui composti dell'azoto. Fece nel frattempo diverse notevoli scoperte scientifiche: l'isolamento del sodio e del potassio, la scoperta che la produzione di elettricità tramite semplici celle elettrolitiche avviene per azione chimica e che essa avviene tra sostanze di carica opposta.

    Tuttavia, fu un'invenzione pratica a garantirgli grande fama e prestigio: il design di una lampada per minatori. In un'epoca in cui i minatori avevano sempre usato candele o altre forme di illuminazione a fiamme aperte, che in miniere profonde potevano innescare l'accensione del gas detto "grisou" con risultati disastrosi (agli inizi del XIX secolo circa 100 persone erano morte in questo modo), la Society for Preventing Accidents di Coal Mines decise di chiedere a Davy di progettare una lampada di sicurezza. La sua geniale lampada era provvista di uno stoppino collegato a una riserva di petrolio e da un camino di reticella metallica a due strati per circondare e confinare la fiamma e asportare il calore della fiamma. Questo capolavoro ingegneristico gli valse il titolo di cavaliere nel 1818 e la medaglia d'oro della Royal Society nel 1826, cementando il suo posto nella storia come innovatore e salvatore di vite.

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  • EP.70 DANESE MILANO il Design Italiano
    Feb 16 2026

    Benvenuti a questo episodio, dove vi portiamo nel cuore del design italiano per scoprire Danese, un nome che evoca bellezza, ingegno e innovazione duratura.

    Fondata a Milano nel 1957 da Bruno Danese e Jacqueline Vodoz, l'azienda nacque con l'intento di produrre oggetti in plastica, ma si distinse fin da subito per la sua incrollabile dedizione al design di alta qualità, affidandosi a designer freelance di spicco. Tra i suoi primi capolavori, ricordiamo l'iconico vassoio Cubo del 1957 di Bruno Munari, realizzato in melammina e alluminio anodizzato, e l'originale cestino per rifiuti In Attesa di Enzo Mari, celebre per la sua forma inclinata pensata per "fare canestro" con i rifiuti.

    Già nel 1959, Edizioni Danese si avventurava nella ricerca pubblicando studi sui "fenomeni della percezione visiva". Negli anni '60, l'azienda consolidò la sua reputazione, diventando sinonimo di una perfetta fusione tra funzionalismo e l'inconfondibile eleganza dello stile italiano. Ne sono un esempio lampante i calendari "indistruttibili" di Mari: il Formosa del 1963 e il Timor del 1967. Enzo Mari ha curato la maggior parte delle creazioni Danese, ma il catalogo vanta contributi anche da talenti come Bruno Munari, Kuno Prey, Angelo Mangiarotti e Marco Ferreri.

    Nel 1994, Danese è entrata a far parte di Alias, un prestigioso fabbricante di mobili, continuando il suo percorso di ricerca anticonformista in collaborazione con il Centro di Ricerca della Domus Academy di Milano. I prodotti Danese sono molto più che semplici oggetti: sono "oggetti pieni di bellezza e di spirito", che fungono da "guardiani della nobile storia e tradizione del design italiano". Incarnano la filosofia aziendale che ha sempre visto il design come il "portavoce di valori duraturi e nel contempo innovativi".

    Unisciti a noi per esplorare l'eredità di Danese, dove ogni pezzo racconta una storia di design senza tempo.

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    6 mins
  • EP.69 GUSTAV DALÉN Le Innovazioni
    Feb 13 2026

    Benvenuti a un nuovo episodio dedicato alle menti brillanti che hanno plasmato il nostro mondo! Oggi esploriamo la vita e le innovazioni rivoluzionarie di Gustav Dalén, un gigante svedese nato nel 1869 e spentosi nel 1937.

    Dalén non era solo un ingegnere; era un visionario che ha lasciato un segno indelebile in campi diversi. Nel 1906, come capo ingegnere della Svenska Aktie-bolaget, si dedicò alla ricerca sui gas e sulle turbine, portando a miglioramenti significativi nei motori a turbina ad aria calda e nella turbina a vapore de Laval. Divenne direttore dell'azienda nel 1909 e la sua genialità culminò nell'invenzione dell'Agamassan, una sostanza capace di assorbire l'acetilene, rendendo la concentrazione del gas sicura e senza rischio di esplosioni.

    Ma il suo impatto non si fermò qui. Nel 1912, Dalén fu insignito del Premio Nobel per la Fisica per il solventil, una valvola automatica ingegnosa che sfruttava la luce solare per spegnere l'illuminazione a gas durante il giorno. Questa incredibile invenzione fu adottata su scala internazionale, rivoluzionando l'illuminazione di fari e boe luminose senza bisogno di personale.

    La sua vita fu segnata anche da una tragedia: nel 1913, un'esplosione durante un esperimento lo rese cieco. Ma anche da questa avversità nacque un'altra innovazione. Durante la convalescenza, osservando le difficoltà della moglie con l'antica cucina, applicò i principi della conservazione del calore. Il risultato? La creazione nel 1922 della leggendaria cucina Aga.

    La Aga non era una semplice cucina; era un sistema ingegnerizzato per l'efficienza. Univa una piccola sorgente di calore a due grandi piastre e due ampi forni in un'unità robusta e compatta. Il suo design permetteva di accumulare enormi quantità di calore e rilasciarlo in modo controllato, con un consumo minimo di combustibile, il tutto all'interno di un ambiente ben isolato. Il calore era distribuito uniformemente in ogni centimetro cubico del forno e controllato termostaticamente, eliminando la necessità di manopole complesse. La sua versatilità era straordinaria: i forni e le piastre mantenevano temperature diverse, permettendo di arrostire, cuocere al forno, a vapore, bollire, friggere e grigliare simultaneamente.

    Importata nel Regno Unito nel 1929, la Aga è ancora oggi prodotta e considerata da molti il non plus ultra del settore. Un vero testamento all'ingegno di Gustav Dalén, l'uomo che ha illuminato i mari e rivoluzionato le nostre cucine.

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    6 mins
  • EP.68 THOMAS CRAPPER il Gabinetto Moderno
    Feb 9 2026

    Benvenuti al nostro podcast di storia, innovazione e design! Oggi vi portiamo nel mondo affascinante di un uomo che, pur non avendo inventato il gabinetto moderno, ha rivoluzionato il nostro modo di concepire l'igiene. Parliamo di Thomas Crapper, nato a Thorne, Yorkshire, nel 1836 e scomparso a Londra nel 1910.

    La sua storia inizia a Chelsea come apprendista idraulico, ma la sua ambizione lo porta ad aprire la propria bottega nel 1861, dedicandosi con passione alla ricerca e allo sviluppo di prodotti sanitari innovativi. In un'era di grandi trionfi industriali, il suo lavoro nello sviluppo di servizi igienici moderni è stato cruciale, apportando un benessere inimmaginabile all'umanità.

    La sua reputazione crebbe a tal punto che, negli anni '80 dell'Ottocento, la sua azienda ricevette un incarico di prestigio: l'installazione di ben 30 gabinetti a Sandringham House, la residenza della famiglia reale. Nonostante questa fama, è importante sottolineare che Crapper non fu l'inventore del WC come lo conosciamo oggi. Tuttavia, brevettò sei articoli legati a meccanismi per fognature sifonate e gabinetti. La sua invenzione più nota fu un vaso con sciacquone a sifone, conosciuto come il "Crapper's Valveless Waste Water Preventer".

    I suoi progetti per prodotti sanitari erano all'avanguardia per l'epoca, e la sua influenza è ancora visibile oggi: i suoi tombini, ad esempio, sono ancora diffusi in tutto il sud dell'Inghilterra, con alcuni esemplari persino all'interno dell'abbazia di Westminster. Un vero pioniere del comfort e dell'igiene moderna!

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    9 mins
  • EP.67 CORNING Storia dell'innovazione del vetro
    Feb 6 2026

    Benvenuti a questo episodio, dove esploreremo la storia affascinante di un gigante dell'innovazione nel mondo del vetro. Parliamo di un'azienda nata a Corning, New York, USA, nel 1868, quando Amory Houghton I acquistò e trasferì la Brooklyn Flint Glass Company.

    Inizialmente specializzata in prodotti di vetro pressato, l'azienda, registrata come Corning Glass Works nel 1875, ha dimostrato fin da subito una vocazione per la ricerca scientifica. Già nel 1877, i suoi scienziati erano all'opera per migliorare la qualità delle lenti ottiche, segnando la prima incursione dell'azienda nel campo della ricerca. Questo spirito di innovazione ha portato a una partnership storica: nel 1880, l'azienda ha iniziato a produrre i bulbi per le celebri lampade a incandescenza di Thomas Alva Edison. Un impegno nella ricerca che si è concretizzato con l'apertura del Corning Research Laboratory nel 1908.

    Il viaggio nell'innovazione è proseguito con la creazione di prodotti iconici. Nello stesso periodo, l'azienda ha sviluppato il vetro borosilicato termoresistente, meglio conosciuto come Pyrex, che è stato introdotto sul mercato nel 1915 e ha rapidamente guadagnato popolarità. Il successo del Pyrex ha spinto all'espansione, portando all'acquisizione di Steuben Glass Works nel 1918. L'impegno non si è fermato al domestico: l'azienda ha continuato a progettare complesse apparecchiature scientifiche e da laboratorio, incluse grandi lenti per telescopi da osservazione, e nel 1935 ha avviato la commercializzazione delle fibre di vetro.

    Durante la Seconda Guerra Mondiale, l'ingegno dell'azienda è stato messo al servizio della nazione, completando ben 174 progetti di ricerca, inclusa la produzione di tubi a raggi catodici per radar e lo sviluppo del "vetro a nastro" usato in componenti elettrici. Nel dopoguerra, ha guidato la rivoluzione televisiva, con l'inizio della produzione automatica di valvole nel 1947, seguita due anni dopo dalla stampa a centrifuga di cinescopi per televisori. Dal 1953, ha prodotto valvole per i televisori a colori.

    Ma l'innovazione non si è fermata: il 1956 ha visto il lancio della serie di grande successo Corningware, la prima applicazione commerciale delle ceramiche vetrose Pyroceram. E nel 1980, una serie di padelle in vetro è apparsa sul mercato con il nome di Visions Cookware. Oggi, questa azienda è riconosciuta come leader nel settore dei vetri per uso domestico e di laboratorio, continuando al contempo la sua incessante ricerca su nuove applicazioni del vetro. Il suo impatto è stato tale da ricevere, nel 1994, la United States National Medal for Technology per lo sviluppo di sei prodotti "che cambiano la vita", tra cui il bulbo per la lampada elettrica di Edison, le prime valvole televisive prodotte su scala industriale e l'invenzione delle fibre ottiche negli anni '70.

    Unisciti a noi per scoprire come questa azienda ha modellato il nostro mondo attraverso il vetro, dalla cucina al laboratorio, dalla luce alle comunicazioni.

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    5 mins
  • EP.66 SAMUEL COLT Innovazione Armata
    Feb 2 2026

    Ciao! Benvenuti a un nuovo episodio dove scopriamo le menti dietro le invenzioni che hanno plasmato la storia. Oggi parliamo di Samuel Colt, un nome che evoca immediatamente immagini del Far West e dell'innovazione armiera. Nato a Hartford, Connecticut, nel 1814, Colt fu un visionario la cui storia inizia in modo insolito: come giovane marinaio diretto a Calcutta, intagliò un modellino in legno che avrebbe poi rivoluzionato il mondo delle armi.

    Ci vollero anni, ma quel modellino si trasformò nel rivoluzionario revolver a più colpi, un'arma che non solo introduceva un cilindro rotante ad ogni armamento del cane, ma era anche la prima a utilizzare con successo il principio della percussione. Dopo aver brevettato il suo progetto nel 1835, la produzione iniziò a Paterson nel 1836 con la Patent Arms Manufacturing Company. Colt realizzò anche altri tre tipi di revolver – da tasca, da cintura e da fondina – e due fucili.

    La sua carriera non fu senza ostacoli; dopo una chiusura temporanea della fabbrica nel 1842 per mancanza di ordini, un ordine governativo per mille revolver da usare nella guerra contro il Messico, cinque anni dopo, diede il via a una rinascita spettacolare. Nel 1855, Colt aprì a Hartford quella che sarebbe diventata la più grande fabbrica d'armi privata del mondo. Influenzato da pionieri come Eli Whitney, Colt fu un pioniere nella produzione di massa, basata sulla standardizzazione di componenti intercambiabili, l'80% dei quali veniva prodotto a macchina. Amava ripetere che "non c'è nulla che non si possa produrre a macchina", un approccio che gli permise di sfornare 150 armi al giorno già nel 1856.

    Le sue pistole divennero onnipresenti, usate ampiamente durante la Guerra Civile americana. Alla sua morte nel 1862, la sua azienda aveva già prodotto oltre 400.000 armi da fuoco. Chi non conosce la Colt Peacemaker, leggenda del Selvaggio West negli anni '80 dell'Ottocento, o la Colt 45 semiautomatica, arma d'ordinanza durante la prima e la seconda guerra mondiale e arma ufficiale delle forze armate americane fino al 1984?.

    E il suo spirito innovatore vive ancora: oggi, in collaborazione con il National Institute of Justice, la Colt sta sviluppando tecnologie "intelligenti" che permetteranno alle armi di sparare solo se usate dai loro legittimi proprietari. Unisciti a noi per approfondire la vita e l'eredità di questo gigante dell'industria!

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    7 mins
  • EP.65 JOE COLOMBO La visione futuristica
    Jan 30 2026

    Benvenuti all'episodio di oggi, dedicato a Cesare "Joe" Colombo, una mente brillante che ha ridefinito il design tra gli anni '60 e '70. Nato a Milano nel 1930 e scomparso prematuramente nel 1971, Colombo ha iniziato la sua carriera come pittore, per poi dedicarsi al design industriale intorno al 1958, aprendo il suo studio a Milano nel 1962 e concentrandosi sull'architettura e gli interni.

    Joe Colombo era un vero pioniere, costantemente alla ricerca di innovazione. Ha sperimentato con nuovi materiali, come le plastiche rinforzate, e metodi di produzione all'avanguardia. La sua ricerca di fluidità di forma è evidente fin dalla sedia n. 4801 (1963-64) per Kartell, realizzata con tre elementi di compensato interconnessi, che ha anticipato le sue iconiche creazioni in plastica. Tra queste spicca la sedia Universale n. 4860 (1965-67), la prima sedia per adulti prodotta in plastica stampata a iniezione (ABS). Oltre a mobili, ha disegnato anche luci, vetri, maniglie per porte, pipe, sveglie e orologi da polso.

    Ma la sua visione andava oltre il singolo oggetto, abbracciando l'intera esperienza domestica. Colombo era ossessionato dalla flessibilità del design e dalla vita quotidiana, come testimoniano i suoi primi contenitori Combi-Centre (1963). Questo interesse lo ha portato a creare sistemi di mobili componibili come gli Additional Living System (1967-68) e le celebri sedie Tube (1969-70) e Multi (1970), tutti assemblabili in molti modi diversi per offrire svariate possibilità di utilizzo e riflettendo il suo obiettivo primario: la flessibilità. È anche il creatore del celebre carrello portaoggetti Boby (1968).

    La sua eredità più futuristica si manifesta nei suoi "microambienti integrati". Pensate al rivoluzionario habitat Visiona 1(1969), esposto alla mostra Visiona della Bayer: un vero e proprio interno da era spaziale, dove i mobili si trasformavano in elementi strutturali. Qui, elementi funzionali come una NightCell, blocchi CentralLiving e una Kitchenbox creavano un ambiente multifunzionale e dinamico, sostituendo l'arredamento tradizionale. Per il proprio appartamento, Colombo ha realizzato le unità Roto-living e CabrioletBed (entrambi del 1969). Il suo Total Furnishing Unit (1971), un esempio di "Uni-block" molto riuscito, fu addirittura presentato nel 1972 al Museum of Modern Art di New York come una "macchina completa per abitare".

    Colombo ha lasciato un segno indelebile nel mondo del design, collaborando con marchi di rilievo come O-Luce, Kartell, Bieffeplast, Alessi, Flexform e Boffi. È stato anche riconosciuto con premi importanti, come l'IN-Arch nel 1964 per gli interni di un albergo in Sardegna, dove risaltavano gli infissi del soffitto fatti di prismi in perspex che rifrangevano la luce, un'idea che ha poi sviluppato nella sua lampada Acrilica (1962) per O-Luce. Un vero visionario il cui impatto risuona ancora oggi nel mondo del design contemporaneo.

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  • EP.64 GINO COLOMBINI l'Innovazione Kartell
    Jan 26 2026

    Benvenuti all'episodio di oggi, dove esploriamo la figura di un vero pioniere del design italiano: Gino Colombini. Nato a Milano nel 1915, Colombini ha plasmato l'estetica e la funzionalità degli oggetti che usiamo ogni giorno.

    Per quasi due decenni, dal 1933 al 1952, ha affinato le sue abilità nello studio di architettura di Franco Albini, dedicandosi a progetti che spaziavano dagli edifici privati e commerciali all'arredamento. Ma il suo vero impatto si è concretizzato nel 1949, quando ha assunto il ruolo di direttore tecnico per Kartell, una nascente azienda specializzata nella produzione di materie plastiche.

    È qui che Colombini ha dato vita a una rivoluzione domestica. Ha progettato una moltitudine di prodotti per la casa, trasformando oggetti comuni in esempi di design innovativo e altamente funzionale. Immaginate un battitappeto del 1957, un secchio da mungitura o uno spremiagrumi del 1958, o persino una tinozza per il bucato del 1957, tutti realizzati in plastica e pensati per la produzione industriale su larga scala. Questi non erano solo oggetti pratici; erano tra i primissimi a dimostrare il vasto potenziale della plastica come materiale per il design di massa.

    Un'altra pietra miliare del suo lavoro fu la credenza modulare del 1956, creata insieme a Leonardo Fioro per Kartell. Con la sua struttura in tubolare metallico e ante e ripiani in polistirene antiurto, fu un design all'avanguardia che anticipò l'arrivo di molti mobili contenitori negli anni '60 e '70.

    I principi che guidavano Colombini erano chiari: unità strutturale, materiale e funzionale. È stato proprio grazie a questa filosofia che i suoi design hanno elevato Kartell a portavoce del Design Italiano negli anni '50. I suoi prodotti non solo hanno migliorato la qualità intrinseca ma hanno anche ridefinito la forma estetica degli oggetti quotidiani, lasciando un'impronta indelebile e influenzando profondamente le future generazioni di designer industriali.

    Rimanete sintonizzati per scoprire altri maestri che hanno trasformato il nostro mondo attraverso il design!

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    7 mins