Episodes

  • 52 CB2 Archetipi - L'Eroe e la Chiamata
    Jan 12 2026
    Archetipi - L'Eroe e la Chiamata, ovvero uscire dalla Zona di Comfort.

    E' l'Archetipo del cambiamento. L'eroe non è chi ha i superpoteri, ma chi accetta di uscire dalla propria "zona di comfort". L'Eroe siamo noi quando decidiamo di imparare qualcosa di nuovo. La lezione di oggi riguarda il coraggio di partire e le tappe del viaggio che ogni studente creativo deve affrontare.


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    Questo Podcast si è specializzato in Graphics Design e in particolare nella progettazione grafica e nei processi produttivi, indagando vari percorsi tematici. Mi piace pensare che questo sia un modo per conoscere colleghi insegnanti di grafica della scuola italiana e appassionati del tema trattato. Curo una pagina riassuntiva su un blog, lo puoi raggiungere da questo link.

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    Antonio Conte
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    3 mins
  • 51 CB1 - Gli Archetipi
    Jan 11 2026
    Hai mai avuto la sensazione che un personaggio di un libro o di una serie TV parlasse proprio di te? Questo accade perché esistono delle strutture mentali ereditarie, che lo psichiatra Carl Jung chiamò Archetipi. Sono come il 'DNA dell'immaginazione'. Non sono persone reali, ma schemi di comportamento che tutti condividiamo.

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    3 mins
  • 50 CG_1.2.1 I prodotti grafici e multimediali
    Dec 17 2025
    Allora, proviamo a mettere ordine nel mondo della grafica. Possiamo dividere tutto in due grandi famiglie: i prodotti stampati, fatti fisicamente di carta e inchiostro, e quelli digitali, che vivono solo attraverso uno schermo.
    Per la carta, l'entipologia ci aiuta a distinguere tre gruppi in base alla funzione: i libri veri e propri e i "paralibrari" (come giornali e riviste) formano insieme il mondo dell'editoria. Poi c'è tutto il resto, gli "extralibrari", legati alla stampa industriale: qui troviamo la pubbligrafia — tra pubblicità, loghi e manifesti — e la cartotecnica per scatole e packaging.
    Infine il digitale, dove l'esempio classico è l'e-book: un libro che perde la carta per guadagnare interattività e collegamenti.

    #ProdottiGrafici #Entipologia #StampatiLibrari #Editoria #Pubbligrafia #Cartotecnica #StampaIndustriale #ComunicazioneAziendale #Multimediale #Ebook #molfetta #grafica #scuola #formazione #graphicdesign #antonioconte #b022 #laboratoritecnici #progettazionegrafica








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    14 mins
  • 49 CG_1.1.1 Grafica e visual design interattivo
    Dec 7 2025
    Il testo funge da introduzione alla disciplina della progettazione grafica e multimediale, evidenziando come gli stimoli visivi siano onnipresenti nella vita quotidiana, dalle insegne ai sistemi software.

    A causa della complessità e dei continui cambiamenti tecnologici, il tradizionale termine "grafica" si evolve in visual design, abbracciando un mondo visivo che ora è interattivo, tattile e digitale.

    La progettazione efficace richiede un sapiente equilibrio tra creatività e regole compositive, essenziali per far sì che la forma estetica e il significato veicolato si supportino reciprocamente. Il documento conclude distinguendo i classici mass media (comunicazione unidirezionale) dai new media digitali, dove la sfida principale della progettazione multimediale è integrare attivamente l'interazione con l'utente.

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    10 mins
  • 48 CG_5.6.10 Rosso Il Colore della Forza
    Dec 5 2025
    In questo episodio del podcast esploriamo il Rosso, il colore più potente ed emotivo dello spettro cromatico. Dalla sua lunghezza d'onda più lunga che lo rende immediatamente percepibile dall'occhio umano, alla sua capacità di accelerare il battito cardiaco e catturare l'attenzione, il rosso è il protagonista indiscusso della comunicazione visiva.
    Analizziamo il suo doppio volto: passione e pericolo, amore e guerra, energia e stop. Scopriamo come brand iconici - da Coca-Cola a Netflix, da Ferrari a YouTube - sfruttano la sua forza per creare identità memorabili. Esploriamo le sue infinite sfumature: dal carminio al vermiglio, dal bordeaux al corallo, ognuna con personalità e applicazioni specifiche.
    Approfondiamo la psicologia: perché il rosso aumenta l'appetito, stimola l'urgenza e domina il packaging alimentare? Come usarlo nel design senza sopraffare? Teoria del colore, abbinamenti efficaci, contrasti, accessibilità e casi studio reali completano questo viaggio nel colore che non passa mai inosservato.

    #TeoriaDelColore #ColorTheory #GraphicDesign #DesignEducation #PsicologiaDelColore #Rosso #RedColor #BrandIdentity #VisualCommunication #DesignItalia #GraphicDesignStudent #ColorPsychology #DesignPodcast #TypographyAndColor #BrandDesign #LearnDesign #ColorPalette #DesignTips #ItalianDesign #CreativeEducation


    La canzone bonus, "DATEMI IL DESIGN" è un inno punk-creativo che trasforma la passione per il graphic design in pura energia musicale. Nata dall'esasperazione di chi è circondato da scelte grafiche discutibili - Comic Sans ovunque, kerning disastroso, margini casuali - la canzone esprime con ironia e urgenza il bisogno vitale di equilibrio visivo, gerarchia e armonia compositiva.
    Tra riferimenti a Helvetica, griglie impazzite e contrasti mancanti, il brano cattura perfettamente quella sensazione di "dipendenza creativa" che ogni designer conosce bene.
    Con un ritmo incalzante e un bridge urlato che invoca Adobe, Figma e persino carta e matita, questa canzone diventa l'inno perfetto per chi vive il design come ossessione quotidiana.
    Ideale per energizzare l'aula, spezzare la routine o semplicemente celebrare l'amore disperato per la tipografia, le griglie e tutto ciò che rende il mondo visivamente migliore.


    #GraphicDesign #GraphicDesignItalia #DesignLovers #Typography #Helvetica #DesignEducation #CreativeLife #DesignObsession #VisualDesign #DesignStudent #Tipografia #LayoutDesign #DesignMeme #DesignCommunity #AdobeCreative #Figma #DesignThinking #DesignPassion #ItalianDesign #DesignHumor

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    19 mins
  • 47 Bauhaus, la scuola che inventò il presente
    Dec 4 2025
    Il testo fornisce un'analisi storica e critica della scuola Bauhaus, fondata nel 1919 da Walter Gropius, descrivendola come la forza che ha ridefinito il design e l'architettura moderni in soli quattordici anni di attività. La missione centrale della scuola era quella di unire arte, artigianato e tecnologia per superare le divisioni elitarie del vecchio sistema, creando oggetti funzionali e producibili in serie, basandosi sul principio che la funzionalità è bellezza.
    L'articolo ripercorre le diverse fasi direttive e gli approcci, dal misticismo di Johannes Itten al rigoroso minimalismo di Mies van der Rohe, evidenziando l'introduzione di concetti rivoluzionari come la tipografia geometrica e l'uso dell'acciaio tubolare. Nonostante la chiusura forzata nel 1933 a causa del regime nazista, i maestri diedero origine a una diaspora globale, diffondendo i principi del modernismo in tutto il mondo, in particolare negli Stati Uniti.
    Questa eredità si manifesta oggi in tutto, dall'International Style in architettura ai prodotti minimalisti di largo consumo e all'approccio interdisciplinare nell'educazione al design. Il Bauhaus, dunque, viene celebrato non come un movimento storico, ma come il fondamento logico e visivo del presente.

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    14 mins
  • 46 Minimalismo Giapponese, lezioni di sintesi visiva
    Nov 30 2025
    Quando si parla di minimalismo, molti pensano subito a qualcosa di vuoto, di povero, di “troppo semplice”. In realtà, il minimalismo giapponese ci insegna l’opposto: non è l’assenza di elementi a definire una buona composizione, ma la capacità di scegliere quelli giusti. Togliere non è mai un gesto casuale: è un atto di responsabilità. E questa, nel nostro campo, è già etica della grafica. Il vuoto che lavora al posto nostro In Giappone esiste una parola che racchiude un intero modo di progettare: Ma. Significa “spazio”, ma non nel senso di un buco da riempire. Lo spazio tra gli elementi è considerato attivo, come se avesse un ruolo preciso nella composizione. Quando guardiamo un poster giapponese o un packaging di Muji, notiamo subito questo respiro: non c’è corsa, non c’è rumore, non c’è ansia di catturare l’attenzione a tutti i costi. Il design si apre. Ti fa rallentare. Ti invita a guardare davvero. Ed è interessante: più lasci spazio, più il messaggio diventa autorevole. Come se il vuoto dicesse: “Non ho bisogno di andare in sovraccarico per convincerti. Fidati, guarda qui.” L’asimmetria come forma di equilibrio Siamo abituati a centrare tutto: logo al centro, titolo al centro, foto centrata. Nel minimalismo giapponese accade il contrario. L’asimmetria è una forma di armonia, non di disordine. Un elemento spostato a sinistra o in alto non è sbilanciato: sta chiedendo all’occhio di fare un piccolo viaggio, e quel viaggio è già parte della comunicazione. L’asimmetria:
    • impedisce la monotonia
    • crea tensione visiva
    • rende ogni scelta intenzionale
    È una lezione potente: un progetto non deve per forza essere “simmetrico” per essere stabile. Deve essere coerente. E l’equilibrio può nascere anche da un punto fuori asse. Pochi colori, tanta chiarezza Un’altra cosa che colpisce nel design giapponese è la palette ridotta. Spesso due colori, massimo tre. E ogni colore ha un motivo per esistere. Questo porta a una forma di disciplina che a volte dimentichiamo quando ne abbiamo a disposizione venti. Il colore diventa gerarchia, direzione, tono emotivo. Invece di farci distrarre dalla varietà, il minimalismo ci ricorda che un colore scelto bene vale più di molti messi lì “per bellezza”. Ridurre la palette significa costringersi a pensare meglio. A decidere meglio. A comunicare meglio. Un design che parla piano, ma arriva lontano La grafica giapponese ci insegna una cosa semplice e difficile allo stesso tempo: non serve urlare per essere ascoltati. Molti progetti contemporanei confondono la quantità con la forza. Ma la forza non sta nell’eccesso.Sta nella precisione. Immaginate un’identità visiva che sussurra invece di gridare: pulita, essenziale, senza decorazioni inutili. Non ti afferra per i capelli: ti invita. E proprio perché invita, la ascolti. Questo tipo di design non riempie tutto lo spazio. Lascia spazio. Ti concede un momento di contemplazione, un secondo in cui il cervello smette di difendersi e inizia a percepire. Una rifondazione creativa Studiare il minimalismo giapponese non significa “fare le cose vuote”. Significa ripensare il nostro modo di progettare:
    • Perché usiamo questo elemento?
    • Perché usiamo questo colore?
    • Cosa succede se tolgo?
    • Cosa succede se lascio respirare?

    È un invito a cercare l’essenza, non l’effetto. A trovare un’etica nella forma. A capire che ogni segno deve meritarsi il suo posto. Un design che non urla per attirare attenzione ma sussurra con autorità è un design più maturo, più consapevole, più rispettoso. Ed è esattamente quello che il futuro del visual branding richiede.

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    4 mins
  • 45 Massimo Vignelli, the “Design is One”
    Nov 30 2025
    Le fonti presentano una panoramica sulla vita e l'eredità di Massimo Vignelli, figura cruciale del design italiano e internazionale del Novecento, celebrato per aver globalizzato il razionalismo europeo.
    La sua filosofia, riassunta nel concetto-chiave "Design is One", applicava un rigoroso metodo sistemico a tutte le discipline, dalla grafica editoriale al product design, fondendosi perfettamente con l'industria americana.
    Emigrato negli Stati Uniti, fu cofondatore di Unimark International e responsabile della creazione di sistemi visivi iconici, tra cui la celebre identità di American Airlines e la rivoluzionaria mappa topologica della metropolitana di New York.
    Vignelli è descritto non solo come innovatore estetico e sistemico, ma anche come un grande educatore, promotore di un design etico la cui responsabilità verso la società è portare chiarezza e ordine dal caos.
    Il suo lavoro ha saputo fondere il rigore metodologico italiano con il pragmatismo statunitense, lasciando un’eredità fondamentale che continua a orientare il pensiero progettuale contemporaneo.

    #graphicdesign #studenticreativi #progettazionegrafica #scuola #molfetta #monsabello-salvini

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    5 mins