• Lavoro e malattia: quando il licenziamento non è legittimo
    Nov 27 2025
    Laddove il lavoratore sia sorpreso in attività incompatibili con la malattia, se il datore di lavoro non prova che tale condotta abbia aggravato la patologia, il licenziamento è illegittimo ma non c'è reintegrazione sul posto di lavoro.

    Corte d'Appello di Napoli del 4 aprile 2024
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  • La protezione del lavoratore oltre il mobbing: obblighi e responsabilità
    Oct 30 2025
    La nozione di mobbing - come quella di straining - è una nozione di tipo medico-legale, che non ha autonoma rilevanza ai fini giuridici e serve soltanto per identificare comportamenti che si pongono in contrasto con l'art. 2087 c.c. e con la normativa in materia di tutela della salute negli ambienti di lavoro; pertanto, la reiterazione, l'intensità del dolo o altre qualificazioni della condotta sono elementi che possono eventualmente incidere sul quantum del risarcimento, ma non sull'an dello stesso, che prescinde dal dolo o dalla colpa datoriale. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che aveva rigettato la domanda di risarcimento da mobbing per l'assenza di comportamenti intenzionalmente vessatori, senza verificare se le condotte datoriali avevano generato un ambiente logorante e "stressogeno" per il dipendente).

    L'accertata insussistenza degli estremi del mobbing in ambito lavorativo non esime il giudice di merito dal verificare se, sulla base dei medesimi fatti allegati a sostegno della domanda, si configuri comunque un'ipotesi di responsabilità del datore di lavoro per non avere adottato tutte le misure possibili e necessarie, secondo la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale del lavoratore, fermo restando che grava su quest'ultimo l'onere della prova della sussistenza del danno e del nesso causale tra l'ambiente di lavoro e il danno, mentre grava sul datore di lavoro l'onere di provare di aver adottato tutte le misure necessarie a prevenirlo.

    Cass., Sez. Lav., 16/02/2024, n. 4279
    Cass., Sez. Lav., 21/02/2024, n. 4664
    Cass., Sez. Lav. 26/02/2024, n. 5061
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  • Prestazione lavorativa: tra impegno e risultato
    Sep 30 2025
    Il dipendente si obbliga alla messa a disposzione del datore di lavoro delle proprie energie, nei modi e nei tempi stabiliti dal contratto. Pertanto, il mancato raggiungimento del risultato prefisso non costituisce di per sé inadempimento.

    Corte di Cassazione, ordinanza 19 aprile 2024 n. 10640
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  • La giusta retribuzione per un'esistenza libera e dignitosa
    Jul 30 2025
    I salari dettati dalla contrattazione collettiva possono essere disapplicati dal giudice ed il trattamento retributivo annullato e sostituito con uno più congruo che rispetti il minimo costituzionale.

    Corte di Cassazione n. 27711 del 02.10.2023 e Corte d'Appello di Bologna n. 415 del 05/07/2024
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  • E' reato non rispondere alle richieste dell'Ispettorato tramite PEC?
    Jul 1 2025
    L'omessa risposta del datore di lavoro alla richiesta di notizie da parte dell'Ispettorato del Lavoro integra il reato punibile anche a titolo di colpa previsto dalì'art. 4 comma 7 Legge 628/1961 in caso di invio di tale richiesta all'indirizzo PEC della società indicato del Registro Imprese, trattandosi di un mezzo legale di comunicazione per le società che offre garanzie di accertamento sulla data di spedizione e di ricevimento da parte del legale rappresentante.

    Cassazione Penale, 12/02/2024 n. 5992
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  • Contratto di Apprendistato: Il lavoratore può recedere in anticipo?
    May 30 2025
    E' legittima la clausola del contratto di apprendistato professionalizzante che consente al datore di lavoro di trattenere delle somme a titolo risarcitorio in caso di recesso anticipato dell'apprendista durante il periodo formativo

    Tribunale di Roma 09/02/2024
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  • Disabilità e Lavoro: Conoscere per Proteggere
    Apr 23 2025
    La conoscenza dello stato di disabilità o la possibilità di conoscerlo secondo l’ordinaria diligenza è momento indispensabile ai fini della valutazione giudiziale della complessa fattispecie del licenziamento per superamento del periodo di comporto del lavoratore con disabilità. Ai fini di tale valutazione, deve pertanto individuarsi a carico del datore di lavoro, prima di adottare il provvedimento di licenziamento, "un onere di acquisire informazioni" circa l'eventualità che le assenze siano connesse ad uno stato di disabilità e per valutare, quindi, gli elementi utili al fine di individuare eventuali accomodamenti ragionevoli (comporto più lungo) onde evitare il recesso dal rapporto.

    Cassazione Sezione Lavoro, 11/04/2024 n. 14402/2024
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  • Il Contratto Part-Time
    Mar 20 2025
    Il contratto di lavoro dei lavoratori part-time assegnati ai turni deve contenere la precisa indicazione della collocazione di questi. Non è possibile per il datore di lavoro indicare i turni solo successivamente.

    Cassazione Sezione Lavoro, 29/04/2024 n. 11333

    Ospite del giorno: Avv. Antonello Campanelli

    Film consigliato: Sorry we missed you - Regia di Ken Loach - Anno 2019
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    29 mins