WriTech cover art

WriTech

WriTech

Written by: Enrico Zoia
Listen for free

About this listen

WriTech è uno spazio di riflessioni e approfondimenti sul mondo della tecnologia, sia scritto che audio.
enricozoia.substack.comCopyright Enrico Zoia
Self-Help Success
Episodes
  • #66 I 6 PRODOTTI TECH PIÙ FALLIMENTARI
    Oct 9 2023
    👋🏻Ciao!Benvenuti nel 65° episodio di WriTechQuesto post è una collaborazione tra me e…me!Infatti è una continuazione del video appena uscito su YouTube in cui vi racconto alcuni dei più grandi fallimenti del mercato della tecnologia.Dopo aver scoperto le caratteristiche qui analizzeremo le motivazioni per il quale hanno avuto poco successo ed eventualmente alcune cose che potevano essere fatte per renderli più appetibili al pubblico o quali sono gli insegnamenti che ci hanno lasciato.Insomma, prima di tutto guardate il video su YouTube, poi tornate qui!Se lo avete già fatto…Iniziamo!✒️ I più grandi flop della tecnologiaNe ho selezionati 6, la maggioranza di grandi aziende che tutt’ora esistono ma che nel corso della loro storia hanno sbagliato qualcosa.Microsoft BobIn breve: un desktop per pc che replicava un’ambiente casalingo in cui nei vari oggetti erano inserite le funzioni del pc.Cosa non ha funzionato? Innanzitutto, come è anche possibile vedere dai vari screenshot, l’interfaccia era estremamente pesante per i PC dell’epoca, soprattutto per quelli di fascia bassa posseduti proprio dalla popolazione alla quale questo servizio si rivolgeva.Appena venne rilasciato sul mercato, 3 mesi dopo la presentazione, era già visto male dato che la stampa lo aveva provato e aveva notato tutte le varie criticità, compresi alcuni bug dell’interfaccia. Ricordiamo anche il costo abbastanza alto per quello che offriva: 100$.Inoltre il software si presentava come “così facile da utilizzare che non richiede neanche il libretto d’istruzioni”, peccato che veniva fornito con libro da 210 pagine. Certo, non è questo dettaglio che lo ha reso poco comune ma sicuramente denota la scarsa cura che gli era stata data.Cosa ci dimostra? Che andare ad applicare ai computer un’interfaccia estremamente simile al mondo reale era una forzatura; lo si vede anche dalle foto che era un concept assolutamente confusionario. Ha avuto più successo creare un sistema nuovo per l’utente e istruirlo. Inoltre era troppo “carina e coccolosa” anche per un classico pubblico casalingo.Google GlassIn breve: Occhiali di Google con videocamera e display che proiettavano contenuti multimediali, videochiamate e indicazioni stradali.Cosa non ha funzionato? Partiamo dal contesto: siamo nel 2014 e un prodotto del genere non poteva diventare di uso comune, come difficilmente lo potrebbe diventare anche oggi. Era decisamente futuristico e poco naturale: in pochi avrebbero avuto il “coraggio” di andarci in giro.Si proponeva come sostituto dello smartphone ma in realtà poteva fare ben poche cose anche perchè, non c’era l’intero Play Store bensì solo alcune app principalmente di Google. Insomma, non portava nessun miglioramento alla vita di un utente comune.Ah, ricordiamo anche il prezzo di 1300$, assolutamente folle.Probabilmente nel mercato business erano stati più apprezzati, considerando anche l’uscita della versione Enterprise, ma nel 2019 erano già diventati obsoleti in confronto ai più classici visori VR.Cosa si poteva fare diversamente? Bhè facciamo i complimenti a Google che ha voluto provare a rendere questo prodotto particolare accessibile a tutti ma avrebbe dovuto lavorarci meglio. Probabilmente anche solo cambiando il design e studiando meglio il software (magari con qualche collaborazione con sviluppatori di giochi o app di produttività) avrebbero avuto più successo; Google ha perso la possibilità di essere ricordato come il leader in questo settore.Se proprio dopo il fallimento di quella consumer volevano creare una versione enterprise avrei osato un po’ di più sul software per renderlo all’altezza degli altri visori esistenti.Apple PippinIn breve: una console gaming con hardware Apple e software BandaiCosa non ha funzionato? Il software che essendo gestito da Bandai non aveva la stessa cura che Apple ci metteva e che invece c’era nell’hardware (che comunque non era granchè dato che si limitava al 2D). Inoltre non ci furono collaborazioni con aziende terze, il che portò ad avere pochi giochi a disposizione: 80 in Giappone e neanche 20 in America.È stato poi totalmente sbagliato il tempismo essendo stata lanciata in concomitanza con il Nintendo 64, la Playstation di Sony e la Sega Saturn che avevano caratteristiche hardware decisamente migliori e una libreria di giochi più ampia, oltre che una nomea già ben diffusa.Cosa si poteva fare diversamente? Non fare la console. Le due aziende sapevano che a breve il mercato sarebbe esploso ma nonostante questo Bandai tentò di entrarci a gamba tesa. Apple collaborò solamente mettendoci l’hardware ed il nome ma avrebbe dovuto avere la capacità di dire NO. Se proprio voleva farlo avrebbe dovuto collaborare più proficuamente per creare un prodotto più rifinito ma d’altronde in quel periodo, senza Steve Jobs, era tutt’altra azienda, e infatti al suo ritorno abolì il progetto.Facebook MailIn breve: un servizio mail di ...
    Show More Show Less
    10 mins
  • #65 I laptop modulari di FrameWork
    Sep 30 2023
    👋🏻Ciao!Benvenuti nel 65° episodio di WriTechIn un mondo in cui si parla tanto di sostenibilità, soprattutto nel settore dell’elettronica di consumo, ci sono alcune aziende che creano prodotti molto interessati con un occhio di riguardo a questo tema; oggi parliamo di una di queste.Iniziamo!✒️ I computer di FrameworkFramework si presenta dicendo che “consumer electronics is broken” dato che appena si rompe un componente del PC o le nostre esigenze cambiano siamo obbligati a sostituirlo, producendo rifuti.I rifiuti dei computer (ma in generale di tutti gli apparecchi elettronici) sono detti RAEE e hanno bisogno di apposite linee di smaltimento per poter riciclare i materiali più importati e non inquinare l’ambiente. Qui c’è un mio video sull’argomentoCosa faCrea dei laptop totalmente modulari: in fase di acquisto si possono personalizzare i componenti e fare delle scelte anche lato design.Ovviamente sono estremamente facili da smontare per sostiuire i pezzi (tutti venduti singolarmente dalla stessa azienda: dalla RAM agli speaker) in modo da aggiustare ciò che si è rotto o adattare il pc alle proprie nuove esigenze.Non è la prima volta che si parla di laptop modulari ma in precedenza erano tutti prototipi o computer enormi e brutti, quelli di Framework invece sono un giusto compromesso.I computer possono essere costruiti da sè oppure acquistati in configurazioni standard; ci concentreremo principalmente sul primo caso.Framework 16Come dice il nome è un portatile da 16” che è possibile configurare con processore AMD Ryzen 7 o 9 di 7th gen.La RAM è DDR5, si possono mettere fino a due dischi di archiviazione e una scheda grafica dedicata.Non ho specificato quanta RAM e memoria hanno perchè sono totalmente a discrezione dell’utente.La RAM va da 8 a 64Gb al costo di 45€ ogni 8Gb. Si possono anche decidere quanti slot occupare ed eventualmente, sempre in un’ottica di risparmio, lo si può acquistare senza banchi RAM per metterci ciò che già abbiamo.Riguardo all’SSD (anche questo facoltativo) si va da 250GB a 2TB al costo di 45€ ogni 250gb. È possibile anche scegliere tra due tipi di dischi diversi.Volendo si può aggiungere 1/2TB di Hard Disk secondario e anche il sistema operativo è facoltativo.Sul lato posteriore del computer è presente un “cassetto” con il sistema di raffreddamento che può essere rimosso e sostituito con una scheda grafica RX 7700 al prezzo di 450$. Un’ottima soluzione dato che consente di inserirla solo al bisogno (anche perchè aumenta leggermente l’ingombro del pc) ed eventualmente acquistarla successivamente nel caso il nostro utilizzo del pc debba cambiare.Lato tecnico direi che abbiamo finito ma ci sono ancora svariate cose interessanti: innanzitutto l’alimentatore è facoltativo ed è possibile scegliere la presa del proprio paese. Si può selezionare anche il layout della tastiera (addirittura è possibile averla vuota per installare i propri tasti) e la sua posizione sulla scocca: centrale, destra o sinistra semplicemente rimuovendo e spostando gli spaziatori. Questi spaziatori volendo possono anche essere rimossi e sostituiti con un tastierino numerico (+20€) o ulteriori tasti personalizzabili (+60€).Ora arriva la parte decisamente più interessante: le porte.Ci sono 6 slot a disposizione per le porte e possiamo decidere noi quali installare! Si possono acquistare USB-C/A, HDMI, Ethernet, slot SD, jack audio, displayport nelle quantità che si vuole anche per poterle sostituire all’occorrenza e quindi evitare l’uso di adattatori esterni.Una soluzione che mi fa impazzire poichè permette all’utente di avere tutto ciò che vuole e che non troverebbe altrove, come due slot SD.Concludiamo con qualche chicca estetica come il colore degli spaziatori o del bordo del monitor.Framework 13Come dice il nome, il display qui è da 13”.Questo comporta anche una riduzione delle dimensioni del PC e quindi abbiamo meno personalizzazione: non c’è la scheda grafica esterna, il doppio storage e il tastierino numerico.Il suo design quindi risulta molto più minimal e moderno.In questo caso è configurabile con AMD Ryzen 5/9 di 7th gen o INTEL i5/i7 di 13th gen.La RAM è negli stessi tagli ma di tipo DDR4 e anche qui abbiamo la possibilità di scegliere le porte che preferiamo.PrezziIl Framework 16 parte da 1.579€ con Ryzen 5 ma bisogna aggiungere a parte almeno RAM, SSD e qualche porta arrivando quindi 1700€.Altri laptop con le stesse caratteristiche tecniche si trovano anche a 600€, quindi c’è un bel rincaro che però è giustificato in ottica futura: anzichè comprare oggi un pc da 600€ e domani uno da 1500€ perchè cambiano le proprie esigenze ne compro oggi uno da 1700€ e domani ci aggiungo semplicemente la scheda video dedicata o un po’ di RAM in più andando ad equiparare i prezzi ma avendo prodotto meno rifiuti.Bisogna poi anche tenere conto che qui stiamo parlando di materali premium e un pannello da ...
    Show More Show Less
    9 mins
  • #64 Perchè in Italia si attiva poca FTTH?
    Sep 23 2023
    👋🏻Ciao!Benvenuti nel 64° episodio di WriTechOggi parliamo di un tema un po’ di nicchia ma che mi sta a cuore e per cui potrebbe esserci qualche riflessione interessante. Prima magari, se dell’argomento FTTH in Italia ne conoscete poco, vi invito a vedere i miei video dedicati a questo.Iniziamo!✒️ Perchè pochi attivano FTTH?Pian piano, in tutto il mondo, si sta creando un’infrastruttura in FTTH (Fiber To The Home), che permette agli utenti di avere la fibra fino in casa propria e raggiungere velocità superiori a 1000mbps. I vantaggi vanno oltre la velocità ma nonostante questo c’è un grande problema in tutta Europa ma specialmente in Italia….Qualche datoPer capire qual è questo “problema” vediamo i dati dell'‘ultimo report dell’FTTH Council, una società europea che si occupa di monitorare questo settore.Tra i paesi dell’Unione Europea (+UK) la percentuale di copertura FTTH è del 53%, se si considerano tutti i paesi dell’Europa come continente si arriva al 62%Più in particolare: Spagna 87% - Portogallo 91% - Italia 56% - Svizzera 49% -Inghilterra 42% - Austria 39% - Germania 24% Copertura però non è sinonimo di linee attive su questa nuova rete: nell’Unione Europea (+UK) il 53% di chi è coperto è attivato mentre considerando tutta l’Europa la percentuale è del 49%. Questo dato è il cossidetto “Take Up Rate”Più in particolare: Spagna 84% - Portogallo 78% - Italia 22% - Svizzera 49% -Inghilterra 27% - Austria 11% - Germania 29% Insomma, nei paesi con una rete più sviluppata (Spagna e Portogallo) ci sono anche molti utenti attivi mentre negli altri decisamente meno. In Italia abbiamo il 56% delle utenze raggiunte da FTTH ma solo il 22% di queste ha attivato una linea; facendo un breve calcolo concludiamo che solo il 12% della popolazione totale ha FTTH.Perchè questo basso tasso di adesione?Cerchiamo di capire perchè poche persone fanno un upgrade di tecnologia; vi elenco quali sono per me le 3 motivazioni, in ordine di “diffusione”.* Confusione sull’argomentoMolto spesso neanche si sa che la propria abitazione ha copertura FTTH perchè, giustamente, non si controlla tutti i giorni la copertura sui siti dei vari provider e non si pensa alla possibilità di un upgrade. La colpa è anche imputabile ai vari operatori che molto raramente informano i clienti della possibilità di passare a FTTH.Aggiungiamo il fatto che a grandi linee attualmente potremmo considerare 4 grandi reti FTTH relative a vari interventi di copertura e in ognuna di queste vendono degli operatori diversi.* Disinteresse a fare upgradePerchè dovrei passare a un’altra tecnologia quando sto bene con quella che ho attualmente? Tanto non mi serve tutta quella velocità… Perchè dovrei cambiare operatore e magari pagare di più? E se la nuova linea non fosse stabile? Insomma, l’utente medio sta bene con la sua FTTC da 100mbps e ha solo paura di cambiare.* Troppa diffusione delle reti 4G come linea fissaMolte più persone di quello che ci pensa usano come connessione fissa una rete 4G, con SIM in un router e le basse tarrife che troviamo in giro incentivano ancora di più questo uso (con Very si hanno 300gb a 12€/mese e per molte persone bastano).Il problema è che non sono tecnologie pensate per un uso casalingo e vanno a saturare la rete mobile a sfavore di chi ne ha veramente bisogno.Vediamo alcune possibili soluzioni a questi problemi.Creazione di un portale di riferimentoServe un unico portale, che sia di riferimento per tutta Italia e per tutti i tipi di interventi, che mostri per ogni civico la presenza o meno di una o più reti FTTH e mostri tutti gli operatori con cui questa tecnologia è attivabile. In caso di assenza di copertura questo dovrebbe mostrare il tipo di intervento da cui si è interessati ed eventualmente delle tempistiche.I portali che esistono ora non sono così completi ed espliciti e anzi, sono confusionari per l’utente medio.Questa soluzione, aggiornata costantemente, con magari la possibilità di essere avvisati via email della copertura, sicuramente farebbe migrare molti utenti alla nuova rete. Perchè come detto nel primo punto, chi non passa a FTTH non è detto che non sia interessato ma potrebbe non sapere della possibilitàTra l’altro, se mostrasse tutti gli operatori con cui nel proprio civico è possibile attivare FTTH darebbe visibilità a piccoli ISP spesso sconosciuti o non considerati che però offrono un ottimo servizio.Aumento dei prezzi per le linee in rameAppena un operatore inizia a vendere FTTH sul civico di un utente gli invia una mail in cui propone un upgrade di tecnologia ad un prezzo uguale o inferiore.Se passano un tot di mesi e il cliente non è ancora migrato si vedrà aumentare il prezzo della propria linea FTTC/ADSL di qualche euro al mese (2/4€ potrebbero essere un giusto compromesso). Avrà comunque poi la possibilità di richiedere il passaggio a FTTH andando a risparmiare. Questo incentiva fortemente l’utente...
    Show More Show Less
    10 mins
No reviews yet