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  • #66 I 6 PRODOTTI TECH PIÙ FALLIMENTARI
    Oct 9 2023
    👋🏻Ciao!Benvenuti nel 65° episodio di WriTechQuesto post è una collaborazione tra me e…me!Infatti è una continuazione del video appena uscito su YouTube in cui vi racconto alcuni dei più grandi fallimenti del mercato della tecnologia.Dopo aver scoperto le caratteristiche qui analizzeremo le motivazioni per il quale hanno avuto poco successo ed eventualmente alcune cose che potevano essere fatte per renderli più appetibili al pubblico o quali sono gli insegnamenti che ci hanno lasciato.Insomma, prima di tutto guardate il video su YouTube, poi tornate qui!Se lo avete già fatto…Iniziamo!✒️ I più grandi flop della tecnologiaNe ho selezionati 6, la maggioranza di grandi aziende che tutt’ora esistono ma che nel corso della loro storia hanno sbagliato qualcosa.Microsoft BobIn breve: un desktop per pc che replicava un’ambiente casalingo in cui nei vari oggetti erano inserite le funzioni del pc.Cosa non ha funzionato? Innanzitutto, come è anche possibile vedere dai vari screenshot, l’interfaccia era estremamente pesante per i PC dell’epoca, soprattutto per quelli di fascia bassa posseduti proprio dalla popolazione alla quale questo servizio si rivolgeva.Appena venne rilasciato sul mercato, 3 mesi dopo la presentazione, era già visto male dato che la stampa lo aveva provato e aveva notato tutte le varie criticità, compresi alcuni bug dell’interfaccia. Ricordiamo anche il costo abbastanza alto per quello che offriva: 100$.Inoltre il software si presentava come “così facile da utilizzare che non richiede neanche il libretto d’istruzioni”, peccato che veniva fornito con libro da 210 pagine. Certo, non è questo dettaglio che lo ha reso poco comune ma sicuramente denota la scarsa cura che gli era stata data.Cosa ci dimostra? Che andare ad applicare ai computer un’interfaccia estremamente simile al mondo reale era una forzatura; lo si vede anche dalle foto che era un concept assolutamente confusionario. Ha avuto più successo creare un sistema nuovo per l’utente e istruirlo. Inoltre era troppo “carina e coccolosa” anche per un classico pubblico casalingo.Google GlassIn breve: Occhiali di Google con videocamera e display che proiettavano contenuti multimediali, videochiamate e indicazioni stradali.Cosa non ha funzionato? Partiamo dal contesto: siamo nel 2014 e un prodotto del genere non poteva diventare di uso comune, come difficilmente lo potrebbe diventare anche oggi. Era decisamente futuristico e poco naturale: in pochi avrebbero avuto il “coraggio” di andarci in giro.Si proponeva come sostituto dello smartphone ma in realtà poteva fare ben poche cose anche perchè, non c’era l’intero Play Store bensì solo alcune app principalmente di Google. Insomma, non portava nessun miglioramento alla vita di un utente comune.Ah, ricordiamo anche il prezzo di 1300$, assolutamente folle.Probabilmente nel mercato business erano stati più apprezzati, considerando anche l’uscita della versione Enterprise, ma nel 2019 erano già diventati obsoleti in confronto ai più classici visori VR.Cosa si poteva fare diversamente? Bhè facciamo i complimenti a Google che ha voluto provare a rendere questo prodotto particolare accessibile a tutti ma avrebbe dovuto lavorarci meglio. Probabilmente anche solo cambiando il design e studiando meglio il software (magari con qualche collaborazione con sviluppatori di giochi o app di produttività) avrebbero avuto più successo; Google ha perso la possibilità di essere ricordato come il leader in questo settore.Se proprio dopo il fallimento di quella consumer volevano creare una versione enterprise avrei osato un po’ di più sul software per renderlo all’altezza degli altri visori esistenti.Apple PippinIn breve: una console gaming con hardware Apple e software BandaiCosa non ha funzionato? Il software che essendo gestito da Bandai non aveva la stessa cura che Apple ci metteva e che invece c’era nell’hardware (che comunque non era granchè dato che si limitava al 2D). Inoltre non ci furono collaborazioni con aziende terze, il che portò ad avere pochi giochi a disposizione: 80 in Giappone e neanche 20 in America.È stato poi totalmente sbagliato il tempismo essendo stata lanciata in concomitanza con il Nintendo 64, la Playstation di Sony e la Sega Saturn che avevano caratteristiche hardware decisamente migliori e una libreria di giochi più ampia, oltre che una nomea già ben diffusa.Cosa si poteva fare diversamente? Non fare la console. Le due aziende sapevano che a breve il mercato sarebbe esploso ma nonostante questo Bandai tentò di entrarci a gamba tesa. Apple collaborò solamente mettendoci l’hardware ed il nome ma avrebbe dovuto avere la capacità di dire NO. Se proprio voleva farlo avrebbe dovuto collaborare più proficuamente per creare un prodotto più rifinito ma d’altronde in quel periodo, senza Steve Jobs, era tutt’altra azienda, e infatti al suo ritorno abolì il progetto.Facebook MailIn breve: un servizio mail di ...
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    10 mins
  • #65 I laptop modulari di FrameWork
    Sep 30 2023
    👋🏻Ciao!Benvenuti nel 65° episodio di WriTechIn un mondo in cui si parla tanto di sostenibilità, soprattutto nel settore dell’elettronica di consumo, ci sono alcune aziende che creano prodotti molto interessati con un occhio di riguardo a questo tema; oggi parliamo di una di queste.Iniziamo!✒️ I computer di FrameworkFramework si presenta dicendo che “consumer electronics is broken” dato che appena si rompe un componente del PC o le nostre esigenze cambiano siamo obbligati a sostituirlo, producendo rifuti.I rifiuti dei computer (ma in generale di tutti gli apparecchi elettronici) sono detti RAEE e hanno bisogno di apposite linee di smaltimento per poter riciclare i materiali più importati e non inquinare l’ambiente. Qui c’è un mio video sull’argomentoCosa faCrea dei laptop totalmente modulari: in fase di acquisto si possono personalizzare i componenti e fare delle scelte anche lato design.Ovviamente sono estremamente facili da smontare per sostiuire i pezzi (tutti venduti singolarmente dalla stessa azienda: dalla RAM agli speaker) in modo da aggiustare ciò che si è rotto o adattare il pc alle proprie nuove esigenze.Non è la prima volta che si parla di laptop modulari ma in precedenza erano tutti prototipi o computer enormi e brutti, quelli di Framework invece sono un giusto compromesso.I computer possono essere costruiti da sè oppure acquistati in configurazioni standard; ci concentreremo principalmente sul primo caso.Framework 16Come dice il nome è un portatile da 16” che è possibile configurare con processore AMD Ryzen 7 o 9 di 7th gen.La RAM è DDR5, si possono mettere fino a due dischi di archiviazione e una scheda grafica dedicata.Non ho specificato quanta RAM e memoria hanno perchè sono totalmente a discrezione dell’utente.La RAM va da 8 a 64Gb al costo di 45€ ogni 8Gb. Si possono anche decidere quanti slot occupare ed eventualmente, sempre in un’ottica di risparmio, lo si può acquistare senza banchi RAM per metterci ciò che già abbiamo.Riguardo all’SSD (anche questo facoltativo) si va da 250GB a 2TB al costo di 45€ ogni 250gb. È possibile anche scegliere tra due tipi di dischi diversi.Volendo si può aggiungere 1/2TB di Hard Disk secondario e anche il sistema operativo è facoltativo.Sul lato posteriore del computer è presente un “cassetto” con il sistema di raffreddamento che può essere rimosso e sostituito con una scheda grafica RX 7700 al prezzo di 450$. Un’ottima soluzione dato che consente di inserirla solo al bisogno (anche perchè aumenta leggermente l’ingombro del pc) ed eventualmente acquistarla successivamente nel caso il nostro utilizzo del pc debba cambiare.Lato tecnico direi che abbiamo finito ma ci sono ancora svariate cose interessanti: innanzitutto l’alimentatore è facoltativo ed è possibile scegliere la presa del proprio paese. Si può selezionare anche il layout della tastiera (addirittura è possibile averla vuota per installare i propri tasti) e la sua posizione sulla scocca: centrale, destra o sinistra semplicemente rimuovendo e spostando gli spaziatori. Questi spaziatori volendo possono anche essere rimossi e sostituiti con un tastierino numerico (+20€) o ulteriori tasti personalizzabili (+60€).Ora arriva la parte decisamente più interessante: le porte.Ci sono 6 slot a disposizione per le porte e possiamo decidere noi quali installare! Si possono acquistare USB-C/A, HDMI, Ethernet, slot SD, jack audio, displayport nelle quantità che si vuole anche per poterle sostituire all’occorrenza e quindi evitare l’uso di adattatori esterni.Una soluzione che mi fa impazzire poichè permette all’utente di avere tutto ciò che vuole e che non troverebbe altrove, come due slot SD.Concludiamo con qualche chicca estetica come il colore degli spaziatori o del bordo del monitor.Framework 13Come dice il nome, il display qui è da 13”.Questo comporta anche una riduzione delle dimensioni del PC e quindi abbiamo meno personalizzazione: non c’è la scheda grafica esterna, il doppio storage e il tastierino numerico.Il suo design quindi risulta molto più minimal e moderno.In questo caso è configurabile con AMD Ryzen 5/9 di 7th gen o INTEL i5/i7 di 13th gen.La RAM è negli stessi tagli ma di tipo DDR4 e anche qui abbiamo la possibilità di scegliere le porte che preferiamo.PrezziIl Framework 16 parte da 1.579€ con Ryzen 5 ma bisogna aggiungere a parte almeno RAM, SSD e qualche porta arrivando quindi 1700€.Altri laptop con le stesse caratteristiche tecniche si trovano anche a 600€, quindi c’è un bel rincaro che però è giustificato in ottica futura: anzichè comprare oggi un pc da 600€ e domani uno da 1500€ perchè cambiano le proprie esigenze ne compro oggi uno da 1700€ e domani ci aggiungo semplicemente la scheda video dedicata o un po’ di RAM in più andando ad equiparare i prezzi ma avendo prodotto meno rifiuti.Bisogna poi anche tenere conto che qui stiamo parlando di materali premium e un pannello da ...
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    9 mins
  • #64 Perchè in Italia si attiva poca FTTH?
    Sep 23 2023
    👋🏻Ciao!Benvenuti nel 64° episodio di WriTechOggi parliamo di un tema un po’ di nicchia ma che mi sta a cuore e per cui potrebbe esserci qualche riflessione interessante. Prima magari, se dell’argomento FTTH in Italia ne conoscete poco, vi invito a vedere i miei video dedicati a questo.Iniziamo!✒️ Perchè pochi attivano FTTH?Pian piano, in tutto il mondo, si sta creando un’infrastruttura in FTTH (Fiber To The Home), che permette agli utenti di avere la fibra fino in casa propria e raggiungere velocità superiori a 1000mbps. I vantaggi vanno oltre la velocità ma nonostante questo c’è un grande problema in tutta Europa ma specialmente in Italia….Qualche datoPer capire qual è questo “problema” vediamo i dati dell'‘ultimo report dell’FTTH Council, una società europea che si occupa di monitorare questo settore.Tra i paesi dell’Unione Europea (+UK) la percentuale di copertura FTTH è del 53%, se si considerano tutti i paesi dell’Europa come continente si arriva al 62%Più in particolare: Spagna 87% - Portogallo 91% - Italia 56% - Svizzera 49% -Inghilterra 42% - Austria 39% - Germania 24% Copertura però non è sinonimo di linee attive su questa nuova rete: nell’Unione Europea (+UK) il 53% di chi è coperto è attivato mentre considerando tutta l’Europa la percentuale è del 49%. Questo dato è il cossidetto “Take Up Rate”Più in particolare: Spagna 84% - Portogallo 78% - Italia 22% - Svizzera 49% -Inghilterra 27% - Austria 11% - Germania 29% Insomma, nei paesi con una rete più sviluppata (Spagna e Portogallo) ci sono anche molti utenti attivi mentre negli altri decisamente meno. In Italia abbiamo il 56% delle utenze raggiunte da FTTH ma solo il 22% di queste ha attivato una linea; facendo un breve calcolo concludiamo che solo il 12% della popolazione totale ha FTTH.Perchè questo basso tasso di adesione?Cerchiamo di capire perchè poche persone fanno un upgrade di tecnologia; vi elenco quali sono per me le 3 motivazioni, in ordine di “diffusione”.* Confusione sull’argomentoMolto spesso neanche si sa che la propria abitazione ha copertura FTTH perchè, giustamente, non si controlla tutti i giorni la copertura sui siti dei vari provider e non si pensa alla possibilità di un upgrade. La colpa è anche imputabile ai vari operatori che molto raramente informano i clienti della possibilità di passare a FTTH.Aggiungiamo il fatto che a grandi linee attualmente potremmo considerare 4 grandi reti FTTH relative a vari interventi di copertura e in ognuna di queste vendono degli operatori diversi.* Disinteresse a fare upgradePerchè dovrei passare a un’altra tecnologia quando sto bene con quella che ho attualmente? Tanto non mi serve tutta quella velocità… Perchè dovrei cambiare operatore e magari pagare di più? E se la nuova linea non fosse stabile? Insomma, l’utente medio sta bene con la sua FTTC da 100mbps e ha solo paura di cambiare.* Troppa diffusione delle reti 4G come linea fissaMolte più persone di quello che ci pensa usano come connessione fissa una rete 4G, con SIM in un router e le basse tarrife che troviamo in giro incentivano ancora di più questo uso (con Very si hanno 300gb a 12€/mese e per molte persone bastano).Il problema è che non sono tecnologie pensate per un uso casalingo e vanno a saturare la rete mobile a sfavore di chi ne ha veramente bisogno.Vediamo alcune possibili soluzioni a questi problemi.Creazione di un portale di riferimentoServe un unico portale, che sia di riferimento per tutta Italia e per tutti i tipi di interventi, che mostri per ogni civico la presenza o meno di una o più reti FTTH e mostri tutti gli operatori con cui questa tecnologia è attivabile. In caso di assenza di copertura questo dovrebbe mostrare il tipo di intervento da cui si è interessati ed eventualmente delle tempistiche.I portali che esistono ora non sono così completi ed espliciti e anzi, sono confusionari per l’utente medio.Questa soluzione, aggiornata costantemente, con magari la possibilità di essere avvisati via email della copertura, sicuramente farebbe migrare molti utenti alla nuova rete. Perchè come detto nel primo punto, chi non passa a FTTH non è detto che non sia interessato ma potrebbe non sapere della possibilitàTra l’altro, se mostrasse tutti gli operatori con cui nel proprio civico è possibile attivare FTTH darebbe visibilità a piccoli ISP spesso sconosciuti o non considerati che però offrono un ottimo servizio.Aumento dei prezzi per le linee in rameAppena un operatore inizia a vendere FTTH sul civico di un utente gli invia una mail in cui propone un upgrade di tecnologia ad un prezzo uguale o inferiore.Se passano un tot di mesi e il cliente non è ancora migrato si vedrà aumentare il prezzo della propria linea FTTC/ADSL di qualche euro al mese (2/4€ potrebbero essere un giusto compromesso). Avrà comunque poi la possibilità di richiedere il passaggio a FTTH andando a risparmiare. Questo incentiva fortemente l’utente...
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    10 mins
  • #63 TrustPilot è realmente affidabile?
    Sep 16 2023
    👋🏻Ciao!Benvenuti nel 63° episodio di WriTechIl sondaggio dello scorso post si è concluso in parità, quindi per comodità mia continuerò a pubblicare i post il sabato mattina, alle 8:00Direi di iniziare subito con l’argomento del giorno…✒️ TrustPilot è affidabile?Recentemente ho utilizzato questa piattaforma e scorrendo tra le varie recensioni mi sono posto alcune domande circa la sua attendibilità, vi spiego meglio…Cos’è TrustPilot?È una piattaforma nata nel 2007 con l’obiettivo di aumentare la trasparenza e la collaborazione tra consumatori e aziende attraverso lo scambio di feedback.Aprendo la piattaforma e cercando un sito web quindi è possibile vedere tutte le recensioni dei vari utenti che raccontano la loro esperienza, come fosse Tripadvisor. Questo ci aiuta a capire la qualità del servizio ma soprattutto a scovare eventuali siti ingannevoli.Insomma. quando si vede un e-commerce con prezzi più bassi del solito la prima cosa che si fa è andare a vedere le recensioni su TrustPilot.È possibile recensire da 1 a 5 stelle qualsiasi sito, anche uno di notizie o di streaming video, ma i più coinvolti sono gli e-commerce e più in generale quelli che hanano un servizio clienti.Sembra tutto estremamente bello ma tra poco vedremo qual è il grande problema.Il Profilo VerificatoChiunque può iniziare a scrivere recensioni di un sito, ma i proprietari di una piattaforma possono decidere di creare la loro pagina in modo da poter inserire informazioni utili e soprattutto rispondere alle recensioni degli utenti, ciò per cui la piattaforma è nata.TrustPilot ha anche un’alta trasparenza: le recensioni infatti sono etichettate con “Su Invito” se l’azienda ha spronato un utente ha scrivere la recensione inviando il link della loro pagina mentre con “Verificata” se il link per fare una recensione è stato inviato all’utente automaticamente a seguito di un suo acquisto o interazione sul sito (TrustPilot stessa mette a disposizione delle API o un sistema che analizza gli acquisti su un e-commerce e invia il link).Al contrario, anche gli utenti possono essere verificati attraverso un documento di identità ed è possibile vedere lo storico recensioni; cosa che crea molta più fiducia poichè assicura che non si tratta di un account falso e creato apposta per parlare bene/male.Un’azienda che sfrutta questa piattaforma per creare un legame con i consumatori e per leggere le loro critiche, soprattutto se costruttive, sicuramente dà un impressione migliore. Dà anche la possibilità allo store di “dissociarsi” pubblicamente da eventuali offese gratuite.Questo però accade solamente gli store più piccoli; la maggioranza e i più famosi, vista l’inevitabile mole di lavoro, non sfruttano queste possibilità ma forse fanno bene….Qual è il problema?Facciamo un’esempio pratico: gli operatori di telefonia. TIM, Vodafone, Wind, Iliad, Sky hanno tutti valutazioni pessime, con una media inferiore alle 2 stelle. Perchè? Per caso offrono un servizio scadente?Bhè dipende dai casi.Tutti questi operatori funzionano correttamente (sennò non esisterebbero neanche) e offrono un’ottima linea. Però è inevitabile che alcuni utenti abbiano un’esperienza negativa: magari con il call center o con la gestione commerciale e sono proprio loro a riversarsi su TrustPilot.Penso sia anche abbastanza normale che chi ha un’esperienza positiva/neutra non si metta a scrivere una recensione sul servizio ma piuttosto lo fa chi è arrabbiato con quel provider per i motivi sovracitati.Prendendo come esempio TIM, nell’ultima settimana si contano solo 3 recensioni con +3 stelle; nell’ultimo mese sono 8. Un numero irrisorio rispetto ai clienti TIM e alle recensioni negative.Tra l’altro molto spesso si nota l’alta frustrazione degli utenti: testi interamente in maiuscolo, insulti e minacce, tono arrogante; tutti comportamenti che dimostrano anche scarsa voglia di provare a risolvere la loro ingiustizia, cosa che spesso è possibile, e che non rispettano la mission del sito.Poi ovviamente è inevitabile che grandi operatori come i sovracitati abbiano un’attenzione al cliente minore rispetto ad altri (banalmente i virtuali Very e Ho), cosa che comporta maggiori recensioni negative, ma sono comunque moltissime le esperienze positive che non vengono condivise.Quanto influisce questo?Io in primis ho TIM, operatore che viene massacrato su TrustPilot ma che a me non ha mai dato nessun problema, nè di linea che di assistenza ma sono anche il primo a non aver scritto una recensione positiva sul servizio, non ci perderei tempo…Da utente che deve scegliere un nuovo operatore invece, basandomi su queste recensioni non lo sceglierei mai. È ovvio che ho maggiori probabilità che mi succeda qualcosa di sgradevole ma sono anche molte le possibilità di avere un’ottima esperienza come la sto avendo.Questa tendenza in generale però colpisce anche altri siti, come gli e-commerce: anche loro ...
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    9 mins
  • #62 La #RivoluzioneIliad non esiste più
    Sep 9 2023
    👋🏻Ciao!Benvenuti nel 62° episodio di WriTechContinuano gli esperimenti con il format audio, che nella sua prima edizione non ha avuto un grande successo. Sto cercando di migliorare la qualità ma forse ci sto dedicando troppo tempo inutilmente.Intanto vi propongo un sondaggio riguardo giorno e ora di pubblicazione dei post.Potete votare dal sito di substack, se siete sulla mail verrete reindirizzati.✒️ Iliad è ancora la rivoluzione?Iliad si presenta in Italia nel 2018 con lo slogan #RivoluzioneIliad; effettivamente ha apportato anche indirettamente molti cambiamenti al settore della telefonia mobile e probabilmente senza di lei saremmo ancora qui a pagare 20€/mese per 5GB. Questa rivoluzione è stata però un’arma a doppio taglio per Iliad, che ad oggi si trova a subire ciò che lei stessa ha creato.Il Mercato prima di IliadTornando un po’ indietro nel tempo, nel 2017, e analizziamo la situazione degli operatori mobile.Vodafone aveva l’offerta Smart con 500min, 100sms e 2gb a 12€/mese e l’offerta Pro con 1000min, 1000sms e 5gb a 20€/mese.Per avere minuti ed sms illimitati e 8gb mensili bisognava pagare ben 35€ (più di una linea fissa attuale!)C’era però l’interessante soluzione del “Pass Social&Chat”, incluso gratuitamente se si sceglieva l’addebito su conto corrente.TIM offriva 400min e 4gb a 11,9€/mese, se si volevano minuti illimitati e 8gb il costo era di 29,9€/mese.Tutto questo però solo con addebito su conto corrente, scegliendo la ricarica manuale le offerte diventavano veramente assurde, meglio non condividerle.Wind offriva un maxi regalo! 1000 minuti e 4gb (5gb se under 30) a soli 12€/meseC’era già qualche piccolo operatore virtuale, non esageratamente diffuso, come CoopVoce che con 8€/mese dava 5gb e minuti ed SMS illimitati, Tiscali Mobile che tra le varie offerte ne aveva una con 1000min e 6gb di internet a 15€/mese e Fastweb con 6gb a 10€/mese.Tra l’altro all’epoca il 4G non era per nulla scontato e non tutte le offerte (soprattutto se un po’ vecchie) lo comprendevano.Cosa ha fatto Iliad (e gli altri MVNO)Il 29 maggio 2018 Benedetto Levi sale sul palco e annuncia la loro offerta: minuti ed SMS illimitati e 30gb a 5,99€/mese senza nessuna rimodulazione futura. C’è solamente un costo di attivazione di 9,99€ e sono inclusi tutti i servizi generalmente a pagamento come segreteria telefonica, mi richiami e hotspot.Questa offerta fu solo temporanea ma anche quelle successive erano estremamente convenienti: 40gb a 6,99€/mese o 50gb a 7,99€/mese.Iliad rispetto ai principali operatori offriva il più del quadruplo dei gb a un terzo del prezzo: è stato inevitabile che in meno di un mese ha raggiunto 1mln di utenti.Tutto questo attivabile online oppure negli Iliad Corner: un’innovativa soluzione per mettere da parte i negozi e fare tutto da sè in supermercati o negozi di elettronica; un’idea che sembrava irrealizzabile ma grazie ad alcune partership ha avuto immediatamente una grande diffusione.Inizialmente si appoggiavano all’infrastruttura WindTre ma fin da subito hanno iniziato a crearsi una propria infrastruttura e qualche mese dopo hanno anche ottenuto gli spettri per operare in 5G. Per questo dobbiamo assolutamente fargli i complimenti: nelle aree che ritenevano più redditizie hanno attivato più di 10.000 impianti mentre nelle altre (in verde nella mappa) continuano ad appoggiarsi alla rete WindTre sfruttando anche il suo 5G grazie alla join-venture ZefiroNet.Insieme a Iliad si sono aggiunti negli anni successivi altri operatori virtuali che ora sono tra i più utilizzati: Ho Mobile a giugno 2018 lanciò la sua prima offerta con 30gb e minuti illimitati a 6,99€/mese mentre Very nel 2020 entrò violentemente nel mercato con 30gb a 4,99€/mese.L’Evoluzione del MercatoDopo l’attacco da queste tariffe stracciate anche le offerte degli altri operatori cambiarono leggermente, soprattutto nel numero di gb a disposizone.Vodafone nell’estate 2018 offriva 1000min e 10gb (illimitati su app social) a 9,99€/mese; un incremento decisamente importante rispetto a un anno prima.TIM inizò a fare offerte con 30/50gb in base all’operatore di provenienza a circa 10€/mese.Wind dava 30gb e minuti illimitati a 8,99€/mese .Fastweb iniziò a tirare fuori qualcosa di interessante: se si era clienti di rete fissa si avevano 40gb e minuti illimitati a solo 7€/mese.Nel corso degli anni successivi le offerte cambiarono sempre di più andando sopratuttto a rendere minuti ed sms illimitati e aumentando il numero di GB; analizzando invece la parte economica ogni operatore ha mantenuto la sua fascia di prezzo: Vodafone/Tim/Wind ancora ad oggi sono tra gli 8€ e i 15€; Fastweb e Coopvoce a 7/8€ mentre Ho e Very mantengono le offerte da 5/7€.A un certo punto, a settembre 2020, Iliad se ne esce con 100gb a 9,99€/mese. Non era la prima ad offrire così tanti GB ma vista la sua popolarità e il bacino di utenza questo fece ...
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    14 mins
  • #61 Le Storie su Telegram
    Sep 2 2023
    👋🏻 Ciao! Inizia settembre, ritorna WriTech (e da lunedì anche i video su YouTube).Ricominciamo cambiando radicalmente il format: da oggi questo sarà uno spazio di riflessioni e approfondimenti sul mondo della tecnologia e tutto ciò che ne concerne.Ogni puntata avrà un proprio tema, di attualità o meno, che verrà approfondito e solo alla fine ci saranno 4/5 link interessanti a tool o articoli che trovo in giro per il web (e nel corso di questi mesi ho fatto una bella scorpacciata).Perchè questo cambiamento? Bhè innanzitutto il vecchio format mi stava annoiando per la troppa ripetitività e per la scarsezza di contenuti che mi sentivo di avere ultimamente.Inoltre vorrei migliorare nella creazione di testi e creare un editoriale, lungo e con un filo logico, non può fare altro che aiutarmi.Nel frattempo ho anche cambiato un po’ di cose a livello grafico: colore di sfondo, post, gestione delle sezioni della home (ne ho messa una in cui è possibile trovare i post del vecchio format) e soprattutto ho aggiunto l’audio.Sempre nell’ottica di sperimentare mi sembrava interessante rendere più “umane” queste considerazioni come fossero un podcast, che è possibile trovare in cima alla pagina ma anche su Spotify.Testo e audio saranno totalmente indipendenti, usufruire di uno o l’altro non cambia nulla a livello di contenuto: scegliete la modalità che più vi piace!Tra l’altro anche la registrazione della versione audio sarà un aiuto per rallentare il modo in cui parlo e di conseguenza migliorare anche i video su YouTube. Qui tenderò ad essere più lento dato che mi sento di avere meno limiti rispetto a YT dove bisogna cercare di tenere il pubblico fidelizzato (e qui quest’ultimo aspetto mi interessa relativamente).Bene, dopo questo spiegone sui cambiamenti, iniziamo con l’argomento del giorno✒️ Le storie su TelegramIl 14 agosto Telegram ha compiuto 10 anni e per festeggiare ha creato all’interno della piattaforma le storie. Si, le stesse che da Snapchat hanno invaso tutti i social; Telegram sembrava esserne immune e invece ci è cascato pure lui. Cronostoria e Funzioni PremiumA luglio la funzionalità è stata aperta esclusivamente per gli utenti premium mentre da metà agosto è per tutti. Chi ha il premium però ha comunque qualche vantaggio non indifferente come la priorità di visualizzazione, la possibilità di scegliere una scadenza personalizzata (6, 12, 24, 48h) e di avere la cronologia di visualizzazione anche oltre questo termine. Inoltre non c’è il limite di 3 storie al giorno che hanno gli utenti free.Insomma, per chi non paga ci sono delle mancanze abbastanza grandi ed interessanti ma tuttavia non si fanno sentire più di molto e tra poco capiremo perchè.Punti FortiDiamo a Telegram quel che è di Telegram: un minimo è riuscita a rinnovare questo mondo aggiungendo funzionalità mai viste prima come la scadenza personalizzata, la possibilità di nascondere la propria visione di una storia, la modalità dual cam (stile BeReal, per ora solo su IOS), la modifica post-pubblicazione e delle statistiche relativamente avanzate.Ha fatto un ottimo lavoro anche sull’editor, che alla fine è lo stesso di quando si manda una foto in una chat, che contiene vari pennelli con cui disegnare, tutta la fantastica libreria sticker, molti font tra cui scegliere e la possibilità di modificare dettagliatamente i parametri della foto, compresa la sua sfocatura. Manca qualche “adesivo” tipico come quello dell’orario, del meteo, dei link esterni o eventualmente i tag ad altre persone; ad oggi c’è solo quello per geolocalizzare un luogo.Interessante anche che il pannello delle storie sia espandibile e comprimibile, questo fa diventare la funzione più discreta e meno centrale nell’app.Ovviamente è possibile selezionare con chi condividere la storia, si possono vietare gli screenshot e c’è la possibilità di renderla permanente.Attivando la spunta “Pubblica sul mio profilo” infatti una volta scaduto il tempo in cui la storia appare in cima alla home dell’app questa sarà comunque visibile in un’apposita sezione accessibile da chiunque nel nostro profilo. Una possibilità molto interessante che permette di creare una sorta di “album dei ricordi” condiviso. Nella stessa sezione è possibile vedere le storie pubblicate nelle ultime ore.Punti DeboliIl problema delle storie su telegram è proprio il fatto che siano su telegram.Dato che non è possibile “seguire” una persona le storie pubblicate appaiono solamente ai nostri contatti che utilizzano Telegram (come succede su Whatsapp) ma l’audience di Telegram è decisamente minore rispetto alle altre piattaforme di messaggistica. Ci saranno quindi molte meno persone che pubblicano storie e altrettante poche che le visualizzano, rendendo ancora più “inutile” pubblicare storie.Negli ultimi anni Telegram è certamente cresciuta molto ma c’è una grande fetta di utenza che non lo usa quotidianamente: ...
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