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Mi chiamo Cristina

Mi chiamo Cristina

Written by: Radio 24
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Cristina Trivulzio di Belgiojoso fu principessa e protagonista del Risorgimento, regina di salotti parigini e ricercata in fuga dalla polizia austriaca, innamorata e madre fuori dal matrimonio, giornalista, sostenitrice della parità dei sessi, riformatrice, viaggiatrice. A Milano durante le 5 giornate giunse alla testa di 200 uomini, a Roma Goffredo Mameli morì tra le sue braccia, a Parigi ospitava nel suo salotto Liszt e Bellini, Manzoni la criticò perché aveva aperto scuole per i figli dei contadini e Napoleone III le fece promesse mai mantenute. La sua vita coraggiosa, avventurosa, emozionante e poco conosciuta rivive nel racconto di questo podcast scritto da Rossana de Michele e interpretato dalla voce di Ambra Angiolini che attraverso le parole che la stessa Cristina ci ha lasciato, con lettere, diari, articoli scritti rivive nella speranza di non essere dimenticata.

Crediti
"Mi chiamo Cristina" è un podcast di Rossana de Michele con Ambra Angiolini
Progetto editoriale: Alessandra Scaglioni e Rossana de Michele
Producer: Riccardo Poli e Michele La Serra
Sound design e montaggio: Luigi Speciale
Fonici di presa diretta: Alessandro Chiappini, Carlo Salvatore e Martin Garramone

Voci di Alessandra De Luca, Mario Nutarelli e Maurizio Eposito
Responsabile di produzione: Guido Scotti
Consulente scientifico: Sandro Fortunati
Design director e illustrazione: Laura Cattaneo
Marketing: Roberta Casa e Manuela Muzza
Coordinamento comunicazione social: Simone Spetia

2008 Radio 24 Il Sole 24 ore
Politics & Government
Episodes
  • Unità e parità
    Apr 15 2026

    Nel sesto episodio di “Mi chiamo Cristina” assistiamo finalmente al rientro della nostra protagonista in patria. Da donna e pensatrice pragmatica, quale ce la descrive Paolo Mieli, in questa fase Cristina appoggia Camillo Benso Conte di Cavour nel suo impegno per unire l’Italia sotto Casa Savoia, e lui le riconosce un ruolo fondamentale come interlocutrice. Prosegue anche l’attività giornalistica di cui ci parla Mariachiara Fugazza, che la porterà poi su richiesta di Terenzio Mamiani a sviluppare una saggistica dedicata alla riflessione sull’Italia post-unitaria ma soprattutto a una riflessione approfondita e modernissima sul ruolo delle donne nella società che ha ispirato Anna Bonaiuto per lo spettacolo teatrale che le ha dedicato. Cristina è quasi al termine della propria vita, e come ci racconta Sandro Fortunati ha scelto di essere una nonna serena che vive vicina ai propri affetti. Ma Cristina non rinuncia comunque alla sua decima e ultima grande rivoluzione come sottolinea Lia Celi: quella di lasciare come eredità morale un saggio che possiamo definire persino femminista e di chiamata alla sorellanza per le donne della sua epoca e per quelle del futuro.


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  • Diari di viaggio
    Apr 8 2026

    Nel quinto episodio di “Mi chiamo Cristina” la nostra protagonista si reca in esilio in Medio Oriente e comincia a tenere corrispondenze che verranno pubblicate in tutta Europa e persino negli Stati Uniti come scopriamo da Sandro Fortunati, sul prestigioso New York Daily Tribune. In questi articoli alterna riflessioni sulle lotte di liberazione, sugli errori compiuti tanto dagli eserciti degli invasi quanto da invasori e alleati, come spiega Mariachiara Fugazza, in particolar modo i francesi, responsabili della caduta della Repubblica Romana, al racconto dei paesi che visita di cui sino ad ora si sono descritti solo i clichè. Si ferma in Turchia dove compie la sua nona ribellione fondando un’azienda agricola modello dimostrando, come ci dice Lia Celi, che auspicabilmente le donne devono occuparsi di soldi quanto gli uomini. Affronta poi un viaggio a cavallo incredibile per l’epoca come rivela Anna Bonaiuto, che la porta da Ankara a Gerusalemme. Ma, poco dopo il rientro alla fattoria resta vittima di un’aggressione che mina gravemente la sua salute, e poco tempo decide di rientrare in Italia dove il momento dell’Unità si sta avvicinando come ci spiega Paolo Mieli.

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  • Combattere senza armi
    Apr 1 2026

    Nel quarto episodio di “Mi chiamo Cristina” la nostra eroina, dopo aver tenuto i suoi discorsi a Firenze, Roma e Napoli, dove viene portata in trionfo come una madonna laica, si approccia alla sua settima ribellione, mettendosi a capo di un gruppo di combattenti: 200 rivoltosi napoletani che convince a seguirla a Milano, dove sono in atto le Cinque giornate, qui descritte da Paolo Mieli, e la popolazione è incredibilmente in vantaggio sugli invasori austriaci. Cristina entra a Milano seguita dal suo piccolo esercito da trionfatrice come ci racconta Anna Bonaiuto, ma la città torna in breve in mano agli oppressori costringendola a una nuova fuga in Francia per sfuggire al maresciallo Radetzky. Sappiamo da Sandro Fortunati che nel 1849 viene richiamata in Italia da Mazzini, a seguito della proclamazione della Repubblica Romana, che la nomina “Direttrice Generale delle Ambulanze Militari Romane”. Cristina mette in atto così la sua ottava ribellione, poiché è la prima volta che questo incarico viene affidato a una donna, come ci spiega Mariachiara Fugazza. Incarico che la porterà a vedere morire tra le proprie braccia tantissimi combattenti, tra cui Mameli, autore dell’inno che adotterà l’Italia unita. Ma l’arrivo dei francesi, ora nemici, e il suo dissidio con il Papa Pio IX, che l’accusa di aver usato anche le prostitute come infermiere, la costringe ancora a un nuovo esilio.

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