• EP 46 - Complete responses in AL amyloidosis are unequal: the impact of free light chain mass spectrometry in AL amyloidosis - P. Milani
    Dec 19 2025
    In questo studio Bomsztyk e colleghi documentano l’applicazione della spettrometria di massa per la valutazione della risposta ematologica in un’ampia coorte di pazienti affetti da amiloidosi AL, seguiti presso il centro amiloidosi di Londra. L’ottenimento di una negatività alla valutazione in spettrometria di massa è risultato essere associata a un migliore outcome rispetto ad ottenere la sola remissione ematologica completa, secondo gli attuali criteri validati basati su immunofissazione di siero ed urine e misurazione delle catene leggere libere circolanti. Questo studio mostra per la prima volta la possibilità di identificare un sottogruppo di pazienti con sopravvivenza migliore ma studi su più ampie casistiche saranno necessari per confermare tali risultati.

    Bibliografia
    1. Bomsztyk J, et al. Complete responses in AL amyloidosis are unequal: the impact of free light chain mass spectrometry in AL amyloidosis. Blood. 2024 Mar 28;143(13):1259-1268.
      https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38194690/
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    5 mins
  • EP 45 - Asse VEGT/VEGFR: correlazione tra mutazioni del gene DAB2IP e forme di angioedema ereditario con C1 inh normale - F. Arcoleo
    Dec 19 2025
    Questo podcast presenta una recente lettera all’editore pubblicata su Allergy che descrive l’identificazione di nuove varianti genetiche del gene DAB2IP associate all’angioedema ricorrente. Lo studio, condotto dal network italiano ITACA, analizza pazienti con angioedema ereditario e livelli normali di C1-inibitore, privi di mutazioni nei geni finora noti. L’angioedema è una patologia mediata da un aumento della permeabilità vascolare, spesso legata alla bradichinina, ma in queste forme emergono nuovi meccanismi patogenetici. DAB2IP svolge un ruolo chiave nel controllo dei segnali endoteliali, agendo come inibitore del recettore del VEGF. Le varianti identificate suggeriscono un nuovo sottotipo di angioedema legato alla disregolazione della permeabilità vascolare. I risultati ampliano le conoscenze genetiche della malattia e pongono le basi per una revisione della classificazione degli angioedemi basata sugli endotipi. Questo approccio potrebbe migliorare diagnosi e strategie terapeutiche future.

    Bibliografia
    1. Margaglione M, et al. Unveiling Rare Genetic Variants in DAB2IP: New Insights Into the Pathogenesis of Recurrent Angioedema. Allergy. 2025 Dec 6.
      https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/41351466/
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    12 mins
  • EP 44 - Novità dal congresso ECTRIMS 2025 - Diana Ferraro
    Oct 2 2025
    Durante il congresso ECTRIMS (European Committee for Treatment and Research in Multiple Sclerosis), tenutosi a Barcellona tra il 24 e 26 settembre 2024, sono stati portati dati sull'impatto nella pratica clinica dell'applicazione dei nuovi criteri diagnostici per la Sclerosi Multipla del 2024. L'applicazione dei nuovi criteri permette di effettuare una diagnosi di Sclerosi Multipla in una proporzione maggiore di pazienti già all'esordio (es. 71% versus il 47% dei precedenti criteri in una casistica di 326 pazienti - presentazione di Luca Bollo, Barcellona) grazie all'utilizzo di una serie di strumenti paraclinici comprensivi di Risonanza Magnetica, Potenziali Evocati Visivi, OCT e kappa index. Tra questi, il kappa index, come alternativa al riscontro di bande oligoclonali liquorali, avrebbe permesso, in una casistica di 141 pazienti con Sclerosi Multipla e senza bande oligoclonali, di effettuare la diagnosi nel 46% dei pazienti che al momento della rachicentesi non rispettavano i criteri diagnostici di McDonald del 2017, anticipando così la diagnosi di almeno 5 mesi (poster di Diana Ferraro, Modena).
    Link: https://ectrims.eu/ectrims2025/
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    8 mins
  • EP 43 - RPS/IKMG consensus on pathologic definitions and terminology of monoclonal gammopathy-associated kidney lesions - A. Angioi
    Jul 14 2025
    Negli ultimi due decenni, lo spettro delle lesioni renali associate a gammopatia monoclonale si è notevolmente ampliato, complicando la diagnosi per via della loro eterogeneità morfologica e della necessità di tecniche ancillari. Per affrontare queste sfide, la Renal Pathology Society e l’International Kidney and Monoclonal Gammopathy Research Group (IKMG) hanno sviluppato un consensus internazionale che propone terminologia standardizzata e criteri diagnostici definiti per ciascuna lesione. Il documento suddivide le nefropatie in sei categorie principali, introduce nuove varianti e sottolinea l’importanza della microscopia elettronica e della immunofluorescenza su tessuto paraffinato. Lo scopo è migliorare la precisione diagnostica, armonizzare la comunicazione tra specialisti e promuovere un trattamento più efficace e personalizzato per i pazienti con MGRS e non.

    Bibliografia
    1. Nasr SH, et al. Renal Pathology Society/International Kidney and Monoclonal Gammopathy Research Group consensus on pathologic definitions and terminology of monoclonal gammopathy-associated kidney lesions. Kidney Int. 2025 Apr 23:S0085-2538(25)00336-9. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/40280412/
    2. Leung N, et al. Monoclonal gammopathy of renal significance. N Engl J Med. 2021;384:1931–1941.
      https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34010532/
    3. Leung N, et al. Monoclonal gammopathy of renal significance: when MGUS is no longer undetermined or insignificant. Blood. 2012;120:4292–4295.
      https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/23047823/
    4. Bridoux F et al. Diagnosis of monoclonal gammopathy of renal significance. Kidney Int. 2015;87:698–711.
      https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/25607108/
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    5 mins
  • EP 42 - Minimally Invasive Assessment of PRD During Maintenance or Observation inTransplant-Eligible Patients With MM - D. Derudas
    May 29 2025
    La valutazione della MRD è fondamentale per la gestione della terapia dei pazienti affetti da Mieloma Multiplo, in tutti i setting di pazienti di nuova diagnosi, eleggibili o meno a trapianto, e recidivati/refrattari. Negli ultimi anni l’attenzione dello studio della MRD si è focalizzata sulla valutazione della PRD (malattia determinabile in campione periferico) tramite fluorimetria di nuova generazione e spettrometria di massa, al fine di documentare l’impatto prognostico in rapporto alla MRD midollare, evitando tutte le difficoltà tecniche ed il “discomfort” legato ad agoaspirati multipli. In questo studio è stato valutato il significato della PRD, studiata tramite le due metodiche sopracitate, in rapporto alla MRD midollare nel setting del paziente eleggibile al trapianto di nuova diagnosi sottoposto a terapia di mantenimento “MR-driven”. I due aspetti da sottolineare è che lo status della PRD (negativa vs positiva) permetteva di distinguere, su 138 pazienti analizzati, due popolazioni con una PFS e OS mediana non raggiunta nei soggetti con valutazione negativa. Inoltre, in una analisi multivariata della PFS solo la NRD midollare e la PFS (su NGF e MS) presentavano un valore prognostico indipendente. Quando valutate in coppia la NGF su sangue periferico e MS su siero, la loro combinazione permette di distinguere tre popolazioni distinte si cui quella con NGF -/MS- con PFS e OS a due anni del 97% e 100% con contro lo 0% e 89% in caso di doppia positività. Questo studio dimostra che la negatività della PRD attraverso le due metodiche è associata ad un rischio di progressione /o morte virtualmente assente con possibilità di controlli seriati complementari allo studio midollare.

    Bibliografia
    1. Lasa M, et al. Minimally Invasive Assessment of Peripheral Residual Disease During Maintenance or Observation in Transplant-Eligible Patients With Multiple Myeloma. J Clin Oncol. 2025 Jan 10;43(2):125-132.
      https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/39353166/
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    5 mins
  • EP 41 - L’era dei checkpoint inhibitors e della terapia con CAR-T: cosa deve sapere il neurologo - S.Mariotto
    Mar 31 2025
    Nel Focused Workshop dell’Ectrims “The era of checkpoint inhibitors and CAR-T cell therapies: What the neurologists need to know”, tenutosi a Malta il 20-21 marzo 2025, si è discusso della terapia con checkpoint inhibitors e con CAR-T (chimeric antigen receptor T-cell) nelle malattie infiammatorie del SNC. Le cellule CAR-T sono cellule T ingegnerizzate per riconoscere target specifici. Il loro utilizzo, dapprima riservato alle patologie ematologiche refrattarie, si è poi espanso ai tumori solidi e, più recentemente, alle patologie infiammatorie sistemiche (come il LES) e del SNC (come Sclerosi Multipla, NMOSD e MOGAD). Al momento, i dati pubblicati sono relativi a singoli case report/case series o a studi preclinici, ma diversi trials sono in corso. Sebbene manchino dati sulla safety nel lungo termine, la terapia con CAR-T sembra essere promettente in questo tipo di patologie, aprendo il concetto di “cura” anziché “trattamento”.

    Link:
    ECTRIMS Focused Workshop 2025.
    https://ectrims.eu/ongoing-educational-programmes/focused-workshops/
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    9 mins
  • EP 40 - Ruolo dell’albulimin/creatinine ratio nell’amiloidosi AL - P. Milani
    Feb 21 2025
    In questo podcast sono descritti i risultati di questo studio pubblicato sulla prestigiosa rivista CCLM condotto dal nostro gruppo del Centro per lo Studio e la Cura delle Amiloidosi Sistemiche dell’Università di Pavia. È stato per la prima volta valutato il ruolo della misurazione del rapporto albuminuria/creatinina su urine del mattino rispetto alla misura della proteinuria delle 24 ore in pazienti affetti da amiloidosi AL. È stato inoltre proposto un sistema di stratificazione del danno renale basato su questo marcatore. Questo lavoro pone le basi sul possibile uso in clinica di tale misurazione, in sostituzione (o compendio) alla misura della proteinuria delle 24 ore.

    Bibliografia

    Basset M, et al. Prospective urinary albumin/creatinine ratio for diagnosis, staging, and organ response assessment in renal AL amyloidosis: results from a large cohort of patients. Clin Chem Lab Med. 2022 Jan 13;60(3):386-393.
    https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/35018751/
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    6 mins
  • EP 39 - Neurofilament light chain levels as an early predictive biomarker of neurotoxicity after CAR T-cell therapy - S. Mariotto
    Oct 17 2024
    La terapia con cellule CAR-T (Chimeric Antigen Receptors) si basa sull’ingegnerizzazione delle cellule T del paziente mediante l’inserimento di un recettore transmembrana artificiale che riconosce antigeni specifici delle cellule B o delle plasmacellule. Questa terapia è molto efficace nel trattare le patologie ematologiche coinvolgenti le cellule B, come linfomi, leucemie e mieloma multiplo, ma dati recenti ne supportano l’utilizzo anche in patologie autoimmuni sistemiche o neurologiche.
    Tra le principali complicanze di questa terapia vi sono quelle neurologiche, nella forma dell’ICANS (Immune effector cell-associated neurotoxicity syndrome), caratterizzata da alterazione del linguaggio e della scrittura, crisi epilettiche, deficit di attenzione o alterazione dello stato di coscienza. In questo studio, gli autori analizzano i valori di neurofilamenti a catena leggera sierici (NfL) come marcatori di danno assonale e predittivi di sviluppo di complicanze neurologiche nei pazienti con CAR-T.
    In particolare, analizzano 150 pazienti, dei quali 42 avevano sviluppato ICANS e dimostrano che valori aumentati di NfL riscontrati al momento dell’inizio della terapia possono predire il rischio di sviluppare ICANS severa. Gli autori propongono pertanto di includere il testare i valori di NfL nei pazienti che verranno sottoposti a terapia con CAR-T per prevedere e trattare prontamente le complicanze neurologiche.

    Bibliografia

    Larue M, et al. Neurofilament light chain levels as an early predictive biomarker of neurotoxicity after CAR T-cell therapy. J Immunother Cancer. 2024 Sep 24;12(9):e009525.
    https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/39317455/
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    5 mins